Yes, darling. Life sucks

Learning how to cope since 1982

Ogni tanto mi capita di pensare a quanti soldi/tempo/fatiche spendo in nome di un ideale di bellezza e perfezione che esiste da sempre nella mia testa.
Facciamo questo esperimento. Apriamo mobiletti del bagno: quanti ripiani occupate? E quanti prodotti di bellezza avete?
Se apro il mio corro il rischio che il contenuto mi esploda in faccia.
Almeno tre creme per il viso, un numero infinito di matite per gli occhi, un fondotinta compatto e uno in crema, phard, basi per il trucco, struccatori in n. 3, tonico, tre tipi di crema per le mani (sono una maniaca delle mani secche, la porto pure a mare), per non parlare dei prodotti per i capelli, dagli impacchi a base di cheratina ai balsami bifasici biopoint ai modellanti di john frieda agli svariati oli di semi di lino e di argan.
Mi rifiuto di fare un computo dell'incidenza che tutti questi prodotti abbiano sulle mie finanze (a questo scopo ho già un uomo che presto mi sottrarrà il bancomat e mi darà la paghetta settimanale come quando facevo le elementari), di certo so che, se curare il proprio aspetto è cosa sana e giusta, io un po' eccedo, e non so quanto questo serva effettivamente al mio aspetto, e quanto invece a puntellare le mie insicurezze di donna trentenne che sei mesi fa ha visto per la prima volta sul proprio viso una cosa vagamente simile a una ruga d'espressione.

Se ne parla qui, a pag. 12 dell'uscita novembrina di Wu Magazine.

Non farò resoconti, ché questo non è stato un anno leggero neanche un po', e qualche rughetta attorno agli occhi me l'ha regalata, e poi per natura non mi piace guardarmi indietro.
Non farò nemmeno progetti, ché se qualcosa quest'anno mi ha insegnato, è a non essere presbite (e comunque per quelle orride montature da anzianotta c'è sempre tempo).
Dirò dell'oggi, invece, ché sono finalmente serena come non capitava da troppo, e vado in giro fischiettando In the neighborhood, e sorrido alle telefonate, ai messaggi su facebook, agli sms, ai baci e abbracci, e mi dico che da dov'ero un mesetto fa, si può solo risalire, in un modo o nell'altro. E quindi sorrido ancora, com'è giusto che sia.

Ragassi, è successa una cosa meravigliosa: sono diventata una salutista. In un certo momento molto basso della mia vita, che si colloca cronologicamente tra l'aver ordinato cinese per 3 sere di fila, e l'essermi quasi strozzata con un uovo di pasqua dopo aver tentato di infilarmelo in bocca intero come ho visto fare alle anaconde su national geographic, ho deciso che qualcosa doveva cambiare in vista dell'estate: l'alimentazione e lo stile di vita.
Sulla prima, non posso andare troppo per il sottile - per quanto possa eliminare i carboidrati e i condimenti grassi, resta il problema dell'alcol, e tagliare una delle gioie della mia vita solo per averne un ritorno in termini di centimetri e consistenza delle carni, ma sticazzi, preferisco rimanere zitella (tanto lo rimarrò uguale) (almeno sono zitella e ubriaca) (sapeste quant'è dura star dietro a tutte le parentesi che mi si aprono nel cervello).
Sulla seconda, però, ho fatto molto: sono impazzita.
Il bello è che contemporaneamente a me è impazzita un'altra mia insospettabile amica, e ora andiamo a correre tra le 4 e le 5 volte alla settimana, dovreste vederci, corriamo come due disperate, a botte da un'ora e mezza alla volta, mica cazzi, ve lo giuro, siamo aggressivissime, dopo la corsa facciamo pure gli addominali urlando ogni volta "'fanculo" seguito dalle varie "nina moric/elisabetta canalis/eva herzigova ecc... -immaginate quanti ne facciamo- e ci arrampichiamo su per le spalliere, saltiamo ostacoli insormontabili ai più, ci motiviamo pensando a quanti spritz smaltiamo con un giro e ascoltando in loop il discorso del Sergente Hartman, ci siamo pure date dei nomignoli tipo "soldato bianca neve" e "soldato palla di lardo" (indovinate chi è il soldato palla di lardo?) in onore del grande Kubrick.
Pensate solo che oggi è domenica, piove, e noi stamattina siamo andate a correre lo stesso nel fango, e avevamo la faccia incazzata nera già dal primo giro del Parco dei cedri, credetemi, è diventata proprio una religione, noi il parco ce lo mangiamo in due falcate anche se diciamo sempre di "partire piano", davvero, siamo cattivissime, una roba da far spavento. Io propongo anche di fare un urlo di guerra ma la mia amica è più sana di mente di me e non me lo fa fare.

E insomma, pensavo che dev'essere davvero uno spettacolo bizzarro, per il maledetto 60enne dalla falcata fluida e dalla tutina stretch, che ci doppia ogni volta sulla salitella vicina al ponte, vedere due con la faccia disperata, sempre mezze sbrindellate, brutte sporche e cattive, vestite praticamente in pigiama, che corrono con gli occhiali tutte sudate, che non stanno mai zitte e danno voti da 1 a 100 a tutti gli uomini che passano -50 al sessantenne, è un periodo ormonalmente un po' così, capitemi- e che a un certo punto, dal nulla, si guardano in faccia e decidono di iniziare a correre sul serio. E quando corrono sul serio, signori, non ce n'è per nessuno.
Insomma, correre ci piace troppo, libera endorfine, ci fa bene e dopo, dormiamo beate. E non calcoliamo gli effetti sull'autostima di essere squadrate da un sedicenne brufoloso mentre sei nell'atto di fare stretching e di sapere che gli regalerai un mese di polluzioni notturne. Non calcoliamo nemmeno il ricevere un sorriso da un povero cristo a cui ballano le maniglie dell'amore o -com'è successo alla mia amica- di essere ammirate da uno sciancato calvo e viscido che anziché respirare, ansimava.
E vabbè, cosa non si farebbe per esser belle per l'estate.
Ma qualcuno di voi pensa che si possa davvero "spezzare il fiato" o è una leggenda metropolitana?
Perché noi tutto il resto sappiamo spezzarcelo bene.

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