S.:"Non riesco a sentir dire la parola certezza, senza poi dire Tonno Riomare"K.:"Ah sì come lo spot! Come me, che quando ho una cotta per una donna, so già che non me la darà. E' una certezza".
S.:"Tonno Riomare"
K.:"Cazzo, sei uno spot vivente"
Quanto può durare una cotta? Lo status di "cotta" è argomento discusso (non frega a nessuno) e controverso (solo per la sottoscritta). Dicesi cotta, l'infatuazione estemporanea e istintiva per qualcuno/a che non si conosce bene, ma (già ce lo si vuol portare a letto) le cui caratteristiche per motivi ignoti (taglia di reggiseno/mascella volitiva) e variegati (taglia di reggiseno/mascella volitiva) risaltano a tal punto agli occhi dell'infatuato, da rendere quest'individuo unico nonostante la certezza (Tonno Riomare) che il mare (o almeno la boccia) sia piena di pesci.
Ora. La gestione della cotta è talmente complessa da farmi a motivo credere che nelle università, assieme a un indispensabile corso di "Fondamenti di Anatomia Femminile", sarebbe necessario introdurre anche un esame di "Management delle cotte e gestione del rischio". Ci sono diversi tipi di individui, quelli che hanno cotte ogni tre minuti (cioè, vedono un soggetto interessante e dicono di avere una cotta, poi però ne vedono un altro,e ne hanno un'altra, e alla fine della giornata per un fatto statistico riescono a trasformare la loro "cotta"quotidiana in una sfiziosa attività bruciagrassi), quelli che hanno una cotta per una persona e si definiscono "fidanzati" (questo avviene soprattutto quando si deve definire il proprio status su facebook e non si vuol far vedere che si è scapoloni impenitenti ancora dopo i 30, per cui ci si dichiara impegnati, creando lo scompiglio tra i propri contatti che iniziano a ricamare le iniziali sulla biancheria da corredo da regalare alle nozze) e quelli che hanno cotte che durano anni, mai concretizzate, platoniche, cotte a cui andrebbe data una pensione per anzianità, che tornano a ondate e che fanno da sfondo a relazioni anche stabili, cotte che se per caso dovessero subire un elettroshock, di tutto si scorderebbero, tranne del fatto di avere una cotta per quella persona. Cotte che si autoalimentano, che sono un riflesso condizionato, che se Pavlov fosse vivo, farebbe l'esperimento su di loro e non sul cane e stai pur certo che basterebbe pronunciare il nome del fortunato per vederli salivare.
La teoria del giorno è che comunque si decida di vivere la propria cotta, essa è sempre perversamente subordinata al non adempimento della stessa.
La cotta, per sua natura, è effimera, inafferabile, sfuggente, inconcreta, vincolata alla non realizzazione. Se ti va bene, e la concretizzi, la cotta finisce e si trasforma in altro, e quest'altro in altro ancora, e poi quest'altro ancora finisce, ed è come se non fosse successo niente . Se ti va male, la cotta finisce e ti resta la voglia di prendere a testate il muro perché ti sei giocato la possibilità di fantasticare su un tempo in cui sarai felice con quella persona, in cui trascorrerai le serate insieme a lei a leggere a letto, la sbircerai da dietro le pagine e ridacchierai pensando che forse era più di una cotta, e che anche se il mare è pieno di pesci, comunque tu almeno ce l'hai una certezza.
(tonno riomare)
