Yes, darling. Life sucks

Learning how to cope since 1982

(da leggersi velocissimamente e con tono esaltato)

Bene bene bene bene, carillimi tutti! Una felice domenica e un sereno rientro alle vostre sfavillanti vite da questo spaccaballe di ponte del primo maggio. Per voi quest' oggi un post simpatico come quella furbona di mia sorella minore che si è portata via le mie chiavi di casa impedendomi di lasciare questo loculo financo per andare a comprare una stecca di Malboro dal tabaccaio di sotto e rifornire il frigo ormai ridotto a correlativo oggettivo del mio sbrilluccicante vuoto interiore. Per voi un post leggiadro e pieno di joie de vivre, scritto di getto dopo un pranzo domenicale in solitaria a base di tortilla alle verdure, insalata pomodori e basilico, e qualche bicchiere (di troppo) di Gewurtztraminer. Un post lieve, arioso e a finestre spalancate, che non c'è più confine tra dentro queste mura e la strada fuori, con le tende che svolazzano, allietato dalle rondini, dalle note stonate del dirimpettaio pianista che ripropone i grandi successi di Bruno Martino e dai baci con risucchio delle coppiette -vi odio dal profondo del cuore- che passeggiano sotto quelle enormi casse di risonanza che sono i portici bolognesi. Un post scoppiettante come la sinfonia del mio fucile a pallettoni con cui, appostata dietro la finestra del soggiorno a mo' di cecchino, metto in fuga le leggiadre coppiette, perché non si dica che non contribuisco anch'io a questo tardivo ésprit primaverile. Un post colorato come i tetti rossi di questo vicolo, come i muri color ocra, arancio e mattone, come gli scuri verde-bottiglia che chissà quali sguardi celano, e come il cielo azzurro sopra tutte queste cose ignote, come le mie magliette bianche che per magia, dopo un lavaggio azzardato, sono diventate tutte rosa cipria. Per voi un post al profumo di lavanda, tenero e pieno di poesia, almeno quanto quella offertami dal playboy maghrebino che, vista la mia capa gialla spuntare dalla finestra, mi ha urlato a gran voce di succhiarglielo ma che dev'essersi subito ricreduto alla vista del mio sguardo torvo e della dentatura aguzza, pena il vedersi trasformare il suo affare in un inservibile Ćevapčići. Un post per dirvi che ho abbandonato l'ascolto dei CCCP e che aspetto suggerimenti musicali (e non solo, ché non poniamo limiti alla provvidenza qui) su qualcosa che mi cambi la vita. Un post romantico e ormonale, a metà strada tra zitellaggine acuta e sentimenti che sorgono, tra mille incognite e una sola certezza, tra la pesantezza invernale ancora sul groppone e le vesti sempre più succinte, tra la consapevolezza dell'urgenza di una ceretta e l'indolenza da primo raggio di sole, tra l'esaltazione dannunziana e lo sconforto montaliano, il desiderio e il timore per una stagione che viene, ché forse è proprio su questo crinale, buon dio, che troverò una mia cifra.

(e a sorpresa, per i più pigri, la versione mp3 di questo blog, magistralmente interpretata da una capa gloriosa e facilmente ascoltabile e/o scaricabile qui, perché non si dica che gli ex non servono a niente)

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