Yes, darling. Life sucks

Learning how to cope since 1982

Questo accanto è il disegno fatto dalla mia amata cuginetta Sunofyork jr per illustrare il verso del Padre Nostro che dice "Sia fatta la tua volontà". I due spilungoni un po' bruttini sarebbero i miei genitori, i due biondi bassini saremmo io e Paperoga. Ora, posto che pagherei per avere ancora un punto vita quando invece l'avvicinarsi di questo sesto mese mi ha regalato un discreto cocomero sulla pancia, unico punto in cui in vita mia mai avevo avuto problemi di rotondità, mi pare evidente che la pazza settenne mia omonima stia elaborando a modo suo la notizia che la sua adorata cugina maggiore avrà una bambina e che l'esito di questa riflessione sia che la volontà divina si esplichi in questo: che i più grandi abbiano dei figli, e che questi figli crescano e a loro volta procreino (e che il tutto avvenga in un profluvio di cuoricini). Resta però come un monolite, nella weltanshauung della settenne, la convinzione che i genitori restino sempre genitori e i figli sempre figli e, per quanto possano crescere e diventare degli adulti a tutti i gli effetti, comunque rimangano più bassi (e quindi più piccoli) dei loro genitori.
Ora, la mia impressione è che questa idea non sia un monolite solo nella weltanshauung dell'esagitata bambina, ma anche in quella dei miei genitori (e nei genitori di chiunque): i figli restano figli, anche se diventano genitori. Un po' cresciutelli, ma comunque mai si affrancheranno del tutto da quel ruolo.
Se ne parla qui, sull'uscita di maggio di WU Magazine, in un post combinato con quello di Chinaski77.

Ragassi, è successa una cosa meravigliosa: sono diventata una salutista. In un certo momento molto basso della mia vita, che si colloca cronologicamente tra l'aver ordinato cinese per 3 sere di fila, e l'essermi quasi strozzata con un uovo di pasqua dopo aver tentato di infilarmelo in bocca intero come ho visto fare alle anaconde su national geographic, ho deciso che qualcosa doveva cambiare in vista dell'estate: l'alimentazione e lo stile di vita.
Sulla prima, non posso andare troppo per il sottile - per quanto possa eliminare i carboidrati e i condimenti grassi, resta il problema dell'alcol, e tagliare una delle gioie della mia vita solo per averne un ritorno in termini di centimetri e consistenza delle carni, ma sticazzi, preferisco rimanere zitella (tanto lo rimarrò uguale) (almeno sono zitella e ubriaca) (sapeste quant'è dura star dietro a tutte le parentesi che mi si aprono nel cervello).
Sulla seconda, però, ho fatto molto: sono impazzita.
Il bello è che contemporaneamente a me è impazzita un'altra mia insospettabile amica, e ora andiamo a correre tra le 4 e le 5 volte alla settimana, dovreste vederci, corriamo come due disperate, a botte da un'ora e mezza alla volta, mica cazzi, ve lo giuro, siamo aggressivissime, dopo la corsa facciamo pure gli addominali urlando ogni volta "'fanculo" seguito dalle varie "nina moric/elisabetta canalis/eva herzigova ecc... -immaginate quanti ne facciamo- e ci arrampichiamo su per le spalliere, saltiamo ostacoli insormontabili ai più, ci motiviamo pensando a quanti spritz smaltiamo con un giro e ascoltando in loop il discorso del Sergente Hartman, ci siamo pure date dei nomignoli tipo "soldato bianca neve" e "soldato palla di lardo" (indovinate chi è il soldato palla di lardo?) in onore del grande Kubrick.
Pensate solo che oggi è domenica, piove, e noi stamattina siamo andate a correre lo stesso nel fango, e avevamo la faccia incazzata nera già dal primo giro del Parco dei cedri, credetemi, è diventata proprio una religione, noi il parco ce lo mangiamo in due falcate anche se diciamo sempre di "partire piano", davvero, siamo cattivissime, una roba da far spavento. Io propongo anche di fare un urlo di guerra ma la mia amica è più sana di mente di me e non me lo fa fare.

E insomma, pensavo che dev'essere davvero uno spettacolo bizzarro, per il maledetto 60enne dalla falcata fluida e dalla tutina stretch, che ci doppia ogni volta sulla salitella vicina al ponte, vedere due con la faccia disperata, sempre mezze sbrindellate, brutte sporche e cattive, vestite praticamente in pigiama, che corrono con gli occhiali tutte sudate, che non stanno mai zitte e danno voti da 1 a 100 a tutti gli uomini che passano -50 al sessantenne, è un periodo ormonalmente un po' così, capitemi- e che a un certo punto, dal nulla, si guardano in faccia e decidono di iniziare a correre sul serio. E quando corrono sul serio, signori, non ce n'è per nessuno.
Insomma, correre ci piace troppo, libera endorfine, ci fa bene e dopo, dormiamo beate. E non calcoliamo gli effetti sull'autostima di essere squadrate da un sedicenne brufoloso mentre sei nell'atto di fare stretching e di sapere che gli regalerai un mese di polluzioni notturne. Non calcoliamo nemmeno il ricevere un sorriso da un povero cristo a cui ballano le maniglie dell'amore o -com'è successo alla mia amica- di essere ammirate da uno sciancato calvo e viscido che anziché respirare, ansimava.
E vabbè, cosa non si farebbe per esser belle per l'estate.
Ma qualcuno di voi pensa che si possa davvero "spezzare il fiato" o è una leggenda metropolitana?
Perché noi tutto il resto sappiamo spezzarcelo bene.

Certe mattine mi sveglio con la convinzione che se Freud avesse visto me, durante le sue sedute, anziché Anna O., probabilmente l'attuale terapia psicanalitica sarebbe differente, e prevederebbe, per prassi, elettroshock preventivi e blindatissime gabbie al posto di comodi divanetti.
Credetemi quando dico che da anni una delle mie più vivide fantasie sessuali è quella di picchiare un nudissimo e biondissimo Massimo Ciavarro fino a fargli chiedere pietà tra le lacrime. Ora, qualcuno mi dirà, poco male, sei una sadica, trovati uno che ci gode a farsi picchiare e scatènati. E invece no. Le dinamiche sadomaso, su di me, non hanno mai avuto nessun appeal nella vita reale, di questo credo me ne saranno grati i miei milleduecento ex. Non mi ci vedo proprio nei panni della dominatrice, già stento a dominare voi blogger quando vi accanite a commentare, figuriamoci vestirmi in latex, mettermi scarpe con le zeppe (e qui, non per un fatto di complesso per l'altezza, sia ben chiaro) e imbracciare un frustino, dopo veramente mi portate da Moira Orfei e vi fate pagare un biglietto per guardarmi. E poi, cacchio, la vita è difficile per tutti, mi accontento di appostarmi vicino alle casse della Coop Adriatica e mettere gli sgambetti alle vecchiette, per sentirmi appagata.
Difatti, quando si passa al lato erotico, non picchio mai nessuno (scusate, lo ribadisco per non rovinarmi la piazza). Resta il fatto che un briciolo di sadismo immaginario, non verso il povero Ciavarro, ma verso la categoria degli uomini biondi, è per me sempre stato, incredibilmente e inspiegabilmente, un potentissimo turn on. Poi, l'altro giorno, la proustiana intermittenza del cuore.
Avevo non più di 10 anni. Era quasi estate, e la stanza era incredibilmente luminosa. Si affacciavano a quell'epoca le prime fantasie erotiche (leggi: le madri delle mie amiche non volevano farle giocare con me perché quelle cretinette raccontavano che quando venivano a casa mia, si inscenavano dei giochetti tra Barbie e Ken completamente nudi che facevano strani versi). Ancora a quell'età, passavo i pomeriggi interi a studiacchiare e fare giochini perversi sotto il tavolo della cucina. Contemporanemante, mia madre dava ripetizioni di economia aziendale a ragazzi delle scuole superiori.
Giovanna e Luca. Entrambi biondissimi, entrambi poco più che sedicenni, entrambi con un quoziente intellettivo che, sommato, non avrebbe raggiunto la metà di quello degli uomini che poi ho preso a frequentare (non a dieci anni, poco dopo). E' vero, avevo dieci anni, però amavo lui e il suo faccino simil-Ciavarro. In modo strampalato - questo non è cambiato col tempo -, fantasioso - come prima -, assolutamente totalizzante - idem cum patate. Il sogno ricorrente di quei tempi era di fargli il bagno: in pratica avevo già degli istinti sessuali, ma con una sorta di cicciobello inerme (ora che ci penso bene, ad oggi neanche questo è cambiato). Puntualmente il sogno si interrompeva quando lui si sporgeva dalla vasca piena di schiuma per baciarmi, il che mi fa pensare che forse già da piccola sapevo che spesso il bello è da ricercare nell'irreale, e che è un miracolo quando un contatto con una persona reale riesce a farti tremare per l'emozione.
Comunque, sto divagando. Fatto sta che noi - io, Barbie e Ken - si era tutti e tre sotto il tavolo, con me che guardavo e loro due impegnati in una mercy fuck (lui aveva scoperto di essere in fin di vita per aver mangiato caramelle da uno sconosciuto, questo per dirvi quanto mi abbiano traumatizzata da piccola con 'sta storia), quando lui si toglie la scarpa e la infila tra le gambe di lei, che aveva una minigonna imbarazzante. Il tutto per 4-5 minuti, mentre mia madre parlava loro di patrimonio e utili. Ora, capirete bene che la sottoscritta, Barbie e Ken, sono rimasti piuttosto colpiti da questo fatto, e dal sentir poco dopo lui chiedere a lei ti è piaciuto? Col senno di poi, mi viene da ridere a pensare a questo illuso sedicenne che pensava di poter soddisfare una donna in quattro/cinque minuti - sì, lo so che per molti di voi è la media, però sappiate che non è abbastanza - e per di più con un piede, però sul momento sentii il mio cuore di decenne andarmi in pezzi. E da qui nacque nacque il mio odio per l'economia aziendale e per gli uomini biondi, con cui infatti non ho mai avuto niente a che fare. Ci vorrebbe un'altra vita.

E voi? Fantasie strambe? Leccare i piedi a Violante Placido, un threesome con la vostra fidanzata/il vostro fidanzato e sua madre/suo padre? Dormite abbracciati anche voi al vostro pc quando vi sentite soli e insoddisfatti?

Guardate quant'è bellino il virus varicella-zoster (VZV o HHV-3): in questo momento scorazza libero per il mio organismo.
In un post del 1° gennaio 2008, scritto in preda a scoramento tondelliano, riportavo l'oroscopo di Paolo Fox per il segno del Cancro.

Cancro: è meglio se fai testamento. Pover'a tte.

Cioè, io la mia dipartita l'accetterei pure di buon grado, ma la varicella, signori, d'estate e a questa età, proprio no.
Vi saluto. Io e le mie pustole ci ritiriamo nelle nostre stanze.

Domani è l'ultimo dell'anno.
L'ultimo dell'anno è un giorno scandito da cinque rituali precisi: l'ubriacatura molesta, la cagarella da cotechino, l'amputazione del pollice grazie alle stelle filanti, la lacerazione coi denti dell'intimo rosso e l'accoppiamento propiziatorio (ma poi, propiziatorio di che? una volta che uno si è accoppiato, che altro dovrebbe desiderare dalla vita, e non dite un Lucano che mi fate schifo).
Ovviamente i single per arrivare a mettere in atto l'ultimo di questi cinque rituali devono applicarsi con costanza almeno per tutti i due mesi che precedono l'ultimo dell'anno: sperare di raccattare un partner sessuale all'ultimo momento è da illusi, un po' perché i migliori vengono prenotati già dall'anno prima, un po' perché almeno a Capodanno alcuni vogliono un po' di sturm und drang, cioè non si accontentano di quella pur (a mio avviso) miracolosa combinazione di idraulica, termodinamica e meccanica che è il sesso, ma vogliono pure IL ROMANTICISMO. E come si ottiene un po' di romanticismo? Con la totale fusione con l'Altro. E come si ottiene la totale fusione con l'Altro? Con un po' di intimità. E l'intimità? A me lo chiedete. Idee?
Comunque.
Comunque per scopare romanticamente, bisogna fare quella cosa che si chiama Seduzione, ossia prendere due individui XX e XY, imbellettarli e profumarli, metterli seduti in un tavolino di Bari Vecchia con due bicchieri di vino rosso, piazzarci una candela in mezzo e farli interagire in qualche modo, ad esempio conversando brillantemente di qualcosa. Insomma la solita solfa trita e ritrita ma che di solito funziona.
Ora, girando a zonzo in internet, salta fuori che secondo uno studio della Nanyang Uniuversity of Singapore (cliccateci sopra, ritardati, se vi interessa l'articolo) non siamo i soli a doversi dare un aspetto dignitoso se vogliamo sperare di accoppiarci. Pure i maschi di scimmia, infatti, devono imbellettarsi se vogliono avere qualche chance di acchiappare: guarda caso, quanto più numerose sono le femmine, tanto meno i maschi si preoccupano della propria toilette e viceversa quando le femmine sono poche, i maschi si tirano a lucido, ricordandomi un certo individuo di mia conoscenza che mi narrò un giorno di farsi la doccia solo prima di incontri ad alta probabilità erotica. A parte il difficile rapporto con l'igiene personale di quest'ultimo, devo ammettere che tutti questi preparativi formali prima di un appuntamento sono una vera rottura e cbe personalmente sarei più incline a uscite del tipo hey mi piaci, che dici, ti presto il mio cellulare così magari avverti a casa che stasera non torni?.
Comunque devo dire che sapere che anche le scimmie devono sottoporsi alla tortura dei rituali seduttivi per convincere le femmine ad accoppiarsi con loro in un certo senso mi fa invocare il mal comune mezzo gaudio. Ma il passo più interessante dell'articolo in questione resta comunque il seguente:

Grooming in macaques involves using teeth and hands to pick through the fur to remove dirt, tangles and parasites. The activity often sexually excites the monkeys, especially the males, so many scientists suspect it evolved into foreplay in humans*.

Almeno sappiamo da dove deriva la concezione che certi uomini hanno dei preliminari.

(Tra i macachi i preparativi comprendono usare denti e mani per rimuovere dalla pelliccia lo sporco, i nodi e i parassiti. L'attività spesso eccita le scimmie, specialmente i maschi, motivo per cui molto scienziati credono questo comportamento possa essersi evoluto nei preliminari tra gli uomini)

Oggi ricomincia House.
Ho l'influenza e sto morendo. Il mio organismo deve essere senza dubbio una macchina perfetta e dotata di volontà propria, perchè alle 23.59 del 31 agosto ha messo una bella croce nera sulla parola estate e ha detto adios amigos alle difese immunitarie, scatenando in me una influenza biblica di quelle che c'ho messo un'ora e un quarto per spiegare al telefono al dottore tutti i sintomi che ho, e il poraccio non ha potuto far altro che comunicarmi che sono spacciata, cosa che d'altro canto già sapevo da me, e anzi, se constatava in anticipo il decesso, ci cavavamo pure quest'altro dente. Avevo anche pensato di aver contratto l'aviaria, se non fosse che mia nonna in un eccesso di zelo, annegò i suoi pennuti nel lavandino del bagno a tempo debito. Certo il mio gatto potrebbe averla presa e poi passata a me durante i preliminari, anche se non è più lo stesso di una volta, e sempre più di frequente capita che li voglia del tutto saltare.
Io non so cosa sia questa Cosa che mi affligge ma è certo che non sarò mai una di quelle eroine tutte compunte dei romanzi di fine ottocento, sempre pallide ed emaciate per la tisi, che di punto in bianco si mettono una gelida manina sulla fronte e svengono con un sospiro. Io rantolo. E rantolando mi dimeno nel letto. E dimenandomi tossisco come uno scaricatore di porto, e tossendo sputacchio tutto i giro, pure sul monitor adesso, avete capito l'antifona: mi sono trasformata in un prodotto della Cosa, in una palla di muco e pelo che a stento ce la fa a rotolarsi nel vicks vaporub e a rimanere a galla tra i klinex, ormai irrimediabilmente actigrip-dipendente, giallastra anzichè pallida, con in testa dei rasta spontanei e - sarei pronta a scommetterci - con un alito decisamente pestilenziale. Un cesso. Con le pustole. E le zecche. E, ok, la taglio qui sennò non trombo più da qui all'eternità, chè gli uomini son deboli di stomaco, loro.
La Cosa ha un potere di contagio talmente soprendente che nonostante io sia stata confinata in mansarda senza i miei amati medicinali e senza manco un cranio da rosicchiare, e la porta sia stata murata con tutti i crismi, oggi ho sentito provenire dal piano di sotto una serie di starnuti in contrappunto e ho ghignato. Pensate che or ora mi è giunta notizia che anche il Papa sarebbe stato contagiato dalla mia malattia e avrebbe un terribile mal di gola che rende ancor più piacevole la sua già soave parlata.
Forse ho una malattia autoimmune. Secondo Cameron di certo si tratterebbe di lupus. Secondo il dottor House sarei solo una tossicodipendente in cerca di altro actigrip, e come tale avrei la sua solidarietà.
Tra pochi giorni esce un libro sull'etica del Dottor House, ad opera del collettivo filosofico Blitris.
Non so manco di che parla, ma l'etica di House sento di condividerla profondamente. E ora datemi il mio actigrip che me lo devo fumare.

Oggi vi svelerò un fatto fondamentale, ossia di cosa mi occupo nella mia inutile vita: la mia professione è collezionare bloggers.
Cari miei, io in un modo o nell'altro vi conosco tutti (e qui scatta un tripudio danzante sulle parole "che culo") - anzi, per l'esattezza, fino ad oggi vi conoscevo tutti TRANNE UNO.
individuo x : "ce l'hai bombay?"
sunofyork: "celo"
indivuo x: "ce l'hai l'ossimorosa?"
sunofyork: "celo"
individuo x "c'hai pure randomante?!?!"
sunofyork: "diamine se celo. è stata dura ma celo"
individuo x: "e FLY?"
sunofyork: "azz".

Bene, oggi 24/3/2007 vi scrivo con la gioia di chi ha completato l'album delle figurine dopo mesi e mesi di tribolazioni. Badate bene, non come quelli sfigati che, pagando profumatamente, si facevano spedire per posta dalla Panini la figurina mancate (che - come è giusto - è sempre quella del più figo), bensì come quello strenuo temporeggiatore che giorno dopo giorno va dall'edicolante di fiducia con una monetina in tasca e la speranza nel cuore, e trepidante come una vergine, strappa la bustina e prega San Gennaro di non dover fare un mutuo per completare l'album.
Io, ad esempio, aspettai nove mesi per avere una benedetta figurina di Dylan di Beverly Hills 90210, quella in cui indossa un paio di RayBan e alza il sopracciglio come a dire "io so' figo". La mia compagna di banco, invece, se la fece spedire. Certo che così non vale - mi venne un'ulcera perforata che manco il Frejus - però poi vuoi mettere la soddisfazione: non solo anche io ebbi Dylan McKay, ma per vendicarmi le strappai pure la sua amatissima figurina.
E così oggi, a distanza di quasi 15 anni, quando ormai Steve e Brandon saranno diventati concime per il terreno, Donna una fallita la cui unica causa di successo risiede nel cognome "Spelling" e Andrea un'illustre sconosciuta con problemi di alcolismo, riporto la medesima vittoria con in più il retrogusto frizzantino della sorpresa: di solito vi immagino tutti come degli harry potter nostrani, occhialuti, brufolosi e un po' alienati - forse il mio cervello strampalato tende a pensare che se uno sta dietro uno schermo, un motivo ci deve pure essere, che so io - e invece salta fuori che da un accoppiamento tra maschi e femmine di bloggers potrebbe venire fuori la tanto agognata razza alpha di cui vagheggiavo tempo fa in un altro post sull'eugenetica. Più volte ho pensato a quella dei bloggers come ad una comunità: una cittadella rinascimentale delle lettere (raramente, in verità), una famiglia (un po' più spesso), un girone dantesco (ancora più di frequente), ma MAI - e al posto di mai io fossi in voi leggerei piuttosto "ogni giorno della mia vita" - avrei pensato che quella dei bloggers potesse essere una comunità entro cui trovare giovani maschi papabili.
E invece mi sbagliavo: con i bloggers - e in genere con internet - le frontiere dell'accoppiamento su cui piazzare le proprie bandierine si sono allargate a dismisura.
Certo, nel caso dei bloggers, dalle donne dovrebbero prendere l'intelligenza, dagli uomini l'avvenenza: non si risparmino a questo scopo ammucchiate selvagge e legami incestuosi.
Voi per me siete un po' come il cast di Beverly Hills 90210 e un po' come quello di Beautiful - in una prospettiva distorta e molto molto perversa, in cui io sono sia Brooke che Brenda.
E alla fine rimango zitella.
Sì, alla fine però, perchè ora c'ho pure io il mio blogger che non solo è bello e intelligente, ma dei miei post ama moltissimo la spontaneità.

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