Yes, darling. Life sucks

Learning how to cope since 1982

14.3.07

Intercity 559 Bologna-Bari

Posted by SunOfYork |

carrozza 2
posti 25-30

Individuo n.1: manager rampante sui 35-40, accento milanese. Il suo ipertecnologico cellulare trilla e lui sobbalza. Poi scatta fuori e inizia a fare su e giù per il corridoio. Ridacchia nervosamente, parla sottovoce, no dai non è il caso di parlarne adesso, ehehe, sì sì che ti penso, ma no, non sono freddo, sono in treno –bisbiglia- non posso parlare, ti chiamo dopo eh, ciao ciao ciao.
E subito mi è tutto chiaro: a chiamarlo non è colei che gli ha infilato la fede al dito. A confermarmelo è il suo sorriso colpevole mentre si va a sedere al suo posto.
Non lo biasimo. Il colletto che spunta dalla giacca gessata mi dice che la giovane moglie non ha ancora imparato a stirargli le camicie. Ben le sta.

Individuo n. 2: anziano ex ferroviere con cappotto color cammello e cappello burberry.
Manco si siede e già ci informa del fatto che i suoi tre figli sono tutti laureati e che suo nipote di vent’anni, oltre a studiare al conservatorio, frequenta la facoltà di medicina presso la Cattolica di Roma. Inutile ogni tentativo di elencare titoli di studio, passioni artistiche o opere di bene compiute nel passato. La sua famiglia è “di più”.
Tre minuti di questa competizione spietata e inizio a schiumare dalla bocca in preda alle convulsioni.
Dovrei farmi visitare dal nipote, che, ovviamente, sarà anche un esperto esorcista.

Individui n. 3 e 4: giovane madre divorziata con figlio pestifero di circa 5 anni a carico. Nell’arco di un tragitto relativamente breve, il nano illetterato riesce ad appiccicarmi una big babol al portatile, macchiare di cioccolato la cravatta del manager, pestare i calli dell’anziano - che non manca di sottolineare che “suo nipote era un bambino tranquillo”, lanciando alla madre un’occhiata che vuol chiaramente significare “S-E-I U-N’-I-N-E-T-T-A”.
Mi duole ammetterlo ma in questo caso concordo col vegliardo.
Guardo questa madre distrutta tentare di rimproverare Attila senza riuscire a farsi ascoltare – una scrollata di spalle e poi demorde e dice “Leo io ti amo, tu sei il mio unico dio, ricordati che devi fare sempre e solo quello che vuoi TU nella vita”.
Sull’onda di questo alto monito di moralità, il mio pensiero vola a colei che si piglierà sto bell’imbusto quando, ormai trentenne, lascerà le mutande e i calzini sporchi in giro per la casa, perché lui deve fare solo ciò che gli va di fare, così ha detto la mamma.
Mi chiedo allora se questa donna potrà mai competere con una madre così ingombrante. Ad occhio e croce ne dubito. Alla fortunata tutta la mia comprensione.

Individuo n. 5: ebreo 80enne di nome Cyril, lunga barba bianca, anglofono. Uno di quelle facce che ti fanno desiderare di aver sempre dietro una macchina fotografica per immortalare le sue rughe.
Mi parla delle tradizioni, della lingua e delle festività ebraiche, di cosa significhi essere un ebreo al giorno d’oggi, di famiglie che si riuniscono attorno al tavolo per lo Shabbat e del valore che ha per lui la Torah, del suo rapporto con i goyim.
Io lo ascolto e tutt’un tratto mi ritrovo a chiedermi come sia possibile che le parole di uno sconosciuto signore incontrato in un treno stiano facendo vacillare il mio ostinato ateismo.

15 comments:

Anonymous said...

Amo e odio il treno per il variegato panorama umano che ci puoi incontrare. Ti viene voglia che il viaggio non finisca mai.
O che Trenitalia chiuda i battenti per sempre e i suoi dirigenti finiscano tra le fiamme degli Inferi. Dipende...

Anonymous said...

Devi controllare meglio la prossima volta. In ogni treno esiste un singolo scompartimento che permette di gettare dai finestrini i marmocchi fastidiosi. Ma solo, SOLO, in quel determinato scompartimento. Ovviamente non è per nulla pubblicizzato in quanto vi sarebbe la coda con inevitabili pessime conseguenze di spostamento tra vetture.

A volte capita di incontrare persone che sembrano state dipinte apposta.

Anonymous said...

Ah, il treno, che fantastica invenzione!
Culla per adulti, confessionale discreto, generatore a moto perpetuo di ritratti...

Anonymous said...

ma rivolgi la parola agli sconosciuti? cioè, sei una persona socievole? ciò è male molto male, direi anzi inammissibile... guarda te... poi si lamentano che le tagliano a pezzi e le gettano nella discariche

Anonymous said...

Io già detesto i bambini. Non osa immaginare cosa sarebbe successo se su quel treno ci fossi stato io e il bambino avesse attaccato una cicca al mio portatile. L'unica indecisione che avrei sarebbe se iniziare a torturare la mamma o il figlio. (i condizionali e i congiuntivi di questo commento potrebbero essere totalmente sbagliate)

Francesco said...

Amo il treno. Non devo pensare a dove andare e posso concentrarmi sul momento.
E studiare le facce.
E parlare alle persone, a volte.
Concedendomi di lasciar perdere quelli che sono sempre di più, nel bene e nel male comunque di più.

kkkk said...

e scommetto che poi ha tentato di venderti dei diamanti, vero?

Van der Blogger said...

Il marmocchio l'avrei immobilizzato a calcagnate, il manager... beh se la moglie non sa stirare... Per l'ebreo 80enne ti invidio un po'. Amo gli ebrei e tutto il loro mondo. Poi la tua ultima frase è quasi commovente....

Un saluto.

Anonymous said...

Mi piace il tuo modo di osservare :)

Anonymous said...

Ero io Elisa spazzolaephon :)

randomante said...

DOMANDA: non ti ha parlato dei campi di concentramento? secondo qualcuno questo è sufficiente a dimostrare che l'olocausto non è mai esistito.

emme said...

una volta ho fatto un viaggio di 7 ore e nello scompartimento eravamo 5 adulti 2 bambini e un rottweiler,è un miracolo che io possa essere qui a raccontarlo.
la poverina che si beccherà il bambino ormai trentenne probabilmente è ancora al nido, spero con tutte le forze che almeno si goda l'infanzia..

Anonymous said...

dio benedica chi ha inventato le cuffie

Anonymous said...

io faccio la stessa cosa in metro.in mezz'ora di tragitto squadro i miei compagni di viaggio.un giorno qualcuno potrebbe mazzolarmi.tra gli ultimi personaggi degni di nota: la nonnina con i tacchi a stiletto.una storia che forse raccontero'.

non importa said...

il fascino del treno sta tutto nel momento in cui si aprono le porte e vedi i nobili primati, stanchi della forzata convivenza, sciamare fuori lesti come topi la cui nave va affondando.
a meno che non ci siano mondi interiori da esplorare esiliandosi dal tutto. [dormire, riflettere, leggere, progettare la Macchina della Morte Perfetta™]

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