Yes, darling. Life sucks

Momenti di disperato ottimismo

Lui, una volta, le regalava enormi fasci di rose rosse.
Lei lo rimbrottò, facendogli notare lo spreco di denaro. "Mettili da parte per qualcosa di utile, qualcosa che non sfiorisca!".
Risultato?
Niente più fiori & niente cose che non sfioriscono.

A M.&V., che da 12 anni hanno qualcosa che non sfiorisce, e oggi sono special guests nell'articolo della sottoscritta su Wu Magazine.

6.4.10

I (heart) Alessandro Canino

Pubblicato da SunOfYork |

Amici, fratelli, complici e sodali, vi dico una cosa che non sospettate: chi vi scrive, non è Sunofyork, è Paris Hilton.
Perché, cari miei, dovete sapere che come dentro ogni uomo c'è una percentuale di McGyver, dentro ogni donna, c'è una percentuale più o meno elevata di Paris Hilton.
Nel mio caso, la percentuale di Paris Hilton è solitamente molto bassa: il trucco non mi dona, i tacchi non me li posso mettere sennò non solo annichilisco gli uomini psicologicamente, li azzero pure sul piano fisico, i capelli non tengono la piega, e sotto sotto ritengo che le donne vere si temprino col parto e null'altro.
Ci sono però quei momenti -come questi giorni qui- in cui sento che la mia vita sta cambiando, e mi dico che già che sta cambiando, tanto vale darle da subito un imprinting positivo. Parto quindi con dei piani quinquennali che manco Stalin (e altrettanto fallimentari), che cominciano con: taglio di capelli (l'attuale somiglianza con raffaella carrà è frutto di uno di questi momenti di genio), assunzione di 1.5 litri d'acqua in un giorno -rispetto ai normali 3 bicchieri scarsi-, maschera per il viso all'argilla, compressa al carotene per regalarmi un bel colorito bruno d'estate anziché le solite ustioni con conseguente aumento esponenziale di nevi melanocitici, organizzazione del weekend alla terme slovene, pianificazione della dieta del minestrone (inizio in data da decidere) scrub del corpo e infine lei: la sacra ceretta.
Perché, anche alla mia veneranda età, nonostante abbia imparato ad amarmi così come sono, capita ancora che mi senta la protagonista di quel capolavoro di canzone di Alessandro Canino intitolato "Brutta" (il primo nostalgico che va a sentirsela, vince un a cena con sunofyork pre-depilazione) anche se in effetti io manco a quell'età ce l'ho avuta la fortuna di essere "la più stretta della scuola" nè tantomeno "un'acciughina" (una balenottera, forse sì, ma un'acciughina, per l'amor del cielo). A 9 anni, in effetti, ero una giraffona col 39 di piede e pressoché con la stessa taglia e altezza di oggi, motivo per cui mia madre si ostinava a volermi impartire nozioni di educazione sessuale mentre io volevo solo giocare con Barbie. Nè è un caso che, il giorno della mia prima comunione, più di una persona mi avesse chiesto dove fosse andato a nascondersi lo sposo, e quando, qualche tempo fa, per scherzare, ho riprovato quel vestitino bianco di pizzo san gallo e ho scoperto che mi andava ancora, la domanda "dov'è lo sposo?" mio padre me l'ha fatta lo stesso (anche se stavolta ho apprezzato un po' di meno l'ironia della situazione). E quindi, quando capita di sentirmi brutta o insicura, o desiderosa di buttarmi tutto alle spalle e ricominciare diversamente, chiamo Lei, la magica Oriana. Comprensiva il giusto, capace di bacchettarmi se ho trascurato una pulizia del viso, senza innestarmi una serie infinita di sensi di colpa, presente ma mai invadente, e sopratuttto dotata di mani fatate.
Oggi infatti, ho passato buona parte del pomeriggio con Oriana. Mi ha aggiornato sul suo matrimonio, mi ha raccontato del suo fidanzamento decennale, e poi, tra uno strappo e l'altro, ha alzato il sopracciglio e ha scandito solenne:
"Hai visto qualcuno negli ultimi tempi."
Sdraiata sul tavolo di marmo della cucina a farmi martoriare e sottoposta alla corte marziale. Lei continua a squadrarmi tenendo in mano un lembo della striscia che di lì a poco avrebbe strappato. Io nego, cincischio, ridacchio nervosamente come una quindicenne.
"Signorinella, nella fretta hai usato la lametta almeno 3 volte negli ultimi 3 mesi, vuol dire che vedevi qualcuno, sennò avresti aspettato di rivedermi per farti la ceretta. Lo vedo chiaramente dalla situazione che ritrovo dall'ultima volta che ti ho visto".
Io, continuo a star muta.
"Guarda che il momento karmico di una relazione è quando riesci a sincronizzare il sesso con la ceretta. Non precipitare le cose, santo cielo, sei una bionda con cervello. Se ce la fai, la relazione è destinata a durare."
STRAP

Ma glielo spiegate voi, all' adorabile Oriana, che quando ti imbatti per un puro caso nell'uomo che avevi in testa già all'asilo, 'gna fai proprio a dirgli di ripassare tra qualche tempo, ché tu c'hai la ricrescita del pelo lenta e non vuoi precipitare le cose?

Ah cari miei, se questo blog potesse parlare, direbbe che la sua proprietaria capisce giusto in queste ore, attraverso un'accuratissima parafrasi esperita direttamente sulla sua pellaccia dura, il significato profondo delle parole di T.S.Eliot, quando diceva che Aprile è il mese più crudele.
Bene, dunque, prendete tutte le nozioni di critica letteraria che vi hanno insegnato al liceo, prendete la teoria eliottiana del correlativo oggettivo, prendete gli apparati concettuali e le sovrastrutture che gli anni universitari e i vostri studi personali vi hanno inculcato, e buttateli via: quello che intendeva TiEs era: Aprile è un mese di merda.
Ora. Io ho sempre sostenuto che solo i depressi patologici non amino la primavera, che invece per me è la stagione più bella di tutte, perché l'aria profuma di lillà, i tetti rossi di bologna sono più rossi, il cielo è striato di bianco e un refolo impertinente ti sfiora leggero, mentre ti solleva la gonna lasciando scoperti i polpacci perfettamente depilati.
Poi, sono tornata indietro nel tempo, ho riguardato i miei post di aprile degli ultimi 3 anni. E c'ho trovato, à rebours, post molto emblematici del mio status:
-2009: Gli addetti alla fabbricazione del buon umore sono in cassa integrazione;
-2008: Momento di disperato ottimismo n.1
-2007: C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo
E insomma, ho tratto le mie conclusioni: o mi includo nell'insieme degli esseri umani patologicamente depressi che odiano la primavera, o mi includo nell'insieme degli esseri umani che a volte si sbagliano e dicono cazzate.
A spanne, opterei per la seconda: Aprile è un mese di merda, punto e basta, poi mi direte voi come siete messi a speranze primaverili, perché al momento la mia speranza è una sola: uscirne viva.
Ho intuito che qualcosa stava andando storto quando, nelle conversazioni con le mie amiche, (una in particolare, e lei sa chi è), la proposta di andare in una spa in Slovenia per un weekend alle terme tra sole donne, è diventata più di un semplice leit motiv: un vero e proprio intercalare la cui ricorrenza è direttamente proporzionale alle nostre piccole sciagure, a cui aggrappiamo le nostre speranze di sopravvivenza (ma anche di arrivare all'estate in forma dignitosa, che poi è uguale) e che arriva come una sorta di deus ex machina a darci sollievo da ogni nostro dramma.
Perché di drammi, grandi e piccoli, in questi giorni, ne vivo in quantità sufficiente a farmeli bastare per tutto l'anno.
Ma, c'è un ma: tra disillusione verso la mia forza, crisi lavorative, equlibri perduti, lontananze mal accette, rabbia che ti verrebbe davvero voglia di dare capate nel muro, ansie familiari e spossatezza generale, mi avanza tutto il resto, ed è tanto.
E sono le persone che nell'ultimo anno, senza che io me ne accorgessi, sono entrate nella mia vita e hanno fatto la differenza, e sono oggi la mia fede e la mia salvezza. Non vi nomino tutti perché siete tanti, alcuni sono arrivati da pochissimo anche se sembra una vita, e vi so schivi.
Ma è grazie a voi, se quest'anno, Pasqua ha il senso di un inizio nuovo anche per me.

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