Yes, darling. Life sucks

Momenti di disperato ottimismo

20.3.13

6 mesi

Pubblicato da SunOfYork |

Questo post è per Mammamsterdam. Per Mammamsterdam, in particolare, perché sa sempre suggerirmi prospettive rinfrancanti, ma anche per tutte le altre mamme che, per caso o per scelta, si trovassero a passare di qui. Ho una domanda per voi: quand'è che inizia ad andare meglio? Intendo, davvero meglio, non meglio per tre giorni in cui ci illudiamo che finalmente ci siano dei ritmi scanditi nella giornata, e poi ripiombiamo nella totale impossibilità di una programmazione. Non meglio del tipo, vedrai che con lo svezzamento la molla un po' la tetta e poi invece quella s'attacca ancora di più come una cozza sullo scoglio.
La bimba ha sei mesi oggi. Quando ne aveva due, mi dicevano, vedrai che andrà meglio a tre. A tre, vedrai che andrà meglio a quattro, a quattro, vabbè, avete capito. E manco posso lamentarmi, perché la piccola tiranna di notte dorme, e vedo altre donne devastate da figli che hanno scambiato il giorno per la notte. E allora com'è che sono le undici di sera, lei si è addormentata dopo una giornata di iperattività frenetica, e io e suo padre riusciamo a malapena a sollevare le gambe per metterle sul puf di fronte al divano, e io ho trent'anni e me ne sento trentamila?

9 commenti:

theonesweetpotatopie ha detto...

lascio un commento che sarà impopolare: goditi il sentirti uno straccio per tua figlia a 30 anni, che a 40, sentirsi uno straccio senza figli è molto, ma molto peggio

Mammamsterdam ha detto...

Oddio, mi commuovo. E allora mi tocca spiegarti il grande segreto partendo dal postulato: meglio, andrà meglio. Questo a prescindere.La situazione che descrivi era uguale con figlio 1 (con figlio 2 ho adottato dei trucchi.

Per allargarmi, ho messo tutto qui da me così non ti ingorgo qi lo spazio: http://mammamsterdam.net/2013/03/21/consigli-dallattamento-in-particolare-a-sun-of-york/

Però, detta in breve, tu in questo momento hai contro la pupa che chiede certezze, ma se diovuole fra un po' scopre le bistecche e magari si rilassa, e ti rilassi anche tu almeno hai la certezza che non è tutta colpa tua se ti finisce il latte e muore di fame. Che l' incubo della nutrice esclusiva è strisciante a volte, ma sempre ben presente.

Hai contro anche il tuo corpo, che se poco poco decidi di ridurre facendo dare un biberon una tantum dal padre così ti riposi, niente, la montata lattea c è lo stesso. E magari rischi un ingorgo di qualche ghiandola mammaria non abbastanza svuotata. Ci vuole un po' di tempo, pazienza, un tiralatte e metodo. Ogni bambino fa storia a se e alcuni si regolarizzano subito (ma esistono quelli regolarizzati a 2 mesi? Boh).

L' unica certezza è che ognuno fa del suo meglio con il figlio che ha, solo i genitori di figli facilissimi non capiscono il culo che hanno e credono di essere stati loro a inventare il metodo perfettissimo, mentre hanno solo un figlio che ha pietà di loro. Chi ha figli che ti fanno capire chiaramente che vogliono più attenzioni, tocca dargliele, ma trovando trucchi e scorciatoie per sopravvivere.

Coraggio, una cosa la posso dire a cuor contento: veramente prima o poi passa. Solo il momento non te lo posso dire io e nessuno. Ma passare, passa. E a posteriori passa prima di quanto avresti voluto, ma anche questo si scopre solo a posteriori, non te ne preoccupare per ora.

Auguroni e i dettagli stanno da me. (Spero di aver capito la domanda)

Mammamsterdam ha detto...

ecco, dimenticavo la parte veramente interessante: a un certo punto le energie ti tornano tutte indietro di botto. Ma di botto di botto, eh, con gli arretrati. (basta che tieni l' anemia sotto controllo). Lo sfinimento è tutto mentale. (in genere molti a quel punto fanno il secondo filio. Nella serena certezza che si, lo sanno adesso che se ne esce)

SunOfYork ha detto...

@theonesweetpotatopie: no, non è impopolare. anche il tuo commento offre una prospettiva :)

@mammamsterdam: intanto grazie. vengo a risponderti meglio sul tuo blog :)

M ha detto...

non commento quasi mai ma leggo quasi sempre ;)
per me, che ha una bimba di sei anni l'ho partorita a 24 e mi sono separata che aveva sei mesi come la tua adesso, il momento in cui tutto è andato meglio è stato quando mi sono vista allo specchio ed ho pensato "sono me stessa. Rieccomi qua." Non ricordo che età avesse la mia bimba, e sinceramente per me è stato un cambiamento legato non solo a lei ma a tutto l'insieme. Mi sento di dirte, dal basso della mia modesta esperienza, che inizia ad andar bene se sei profondamente conscia di essere felice, anche se distrutta, e di essere la vera te stessa, anche se diversa da quella che eri prima della gravidanza. Se ti senti già così, tutto sommato, è questo il meglio. Se ti senti ancora quel senso di aspettativa che ti fa dire "d'ora in poi tutto sarà migliore", è questa, la felicità. Un abbraccio

M

Clode ha detto...

Specifico e premetto che non ho titoli alcuno, nè quello di mamma, nè quello di educatrice, leggerti mi ha fatto venire n mente una cosa però, che questo week-end ero a Bologna per un corso sull'insegnamento della musica ai bambini da 0 a 5 anni. L'americanona che ci faceva lezione ci ha fatto leggere un acronimo che a lei è servito a gestire meglio la sua di bambina. EASY: eat, activity, sleep, your. Cioè tradotto nei tempi dei neonati, dai da mangiare a tuo figlio, fai qualcosa con lei/lui, poi lo addormenti, e a quel punto hai del tempo tuo.
Riporto solo le sue parole, non l'esperienza che non ho, e non ho neanche la pretesa che ti aiuti, ma credo che possa essere un tentativo.
In quell'activity ovviamente c'erano delle cose che hanno a che fare con la musica.

SunOfYork ha detto...

@clode: sì, è il famoso metodo hogg, ho studiato il suo libro come una bibbia prima che nascesse mia figlia, solo per capire, dopo che è nata, che applicare un metodo (buono, cattivo, di qualsiasi tipo) a un bambino è una roba veramente dura. cioè, tipo, mia figlia mica si addormenta tanto facilmente. se dorme un'ora al giorno, è già tanto, e in quella mezz'ora teoricamente uno ha talmente tante cose da fare (cucinarsi il pranzo, sistemare la casa, cercare di lavoricchiare) che non riesce esattamente a rilassarsi, però ecco, riuscirci sarebbe il top :)

Diana ha detto...

"Ero una brava madre prima di avere figli", me lo ripeto ognissanto giorno! Le regole, i No che fanno crescere, le buone abitudini, la nanna nel lettino... nulla, tutto buttato alle ortiche. Non sono una mamma, ma una mammoletta. E comunque i miei figli farebbero impazzire anche tata Lucia (a prposito, signora Rizzi, i suoi manuali sono carta straccia!), due folletti pestiferi sempre svegli. Una mia amica di scuola ha quattro figli, quattro. Ha trentatre' anni, come me, ed e' un fiore. Che invidia.
Diana

A.Nurelf ha detto...

Quanto hai ragione Diana. Ok mi presento nel linguaggio da mamma-esaurita :trentun'anni, due gemelli, senza nonni..ragazzi è dura, ma davvero migliora col tempo! Dopo quattro anni dalla loro nascita ora riesco a pensare a me stessa come ad un essere vivente e non come ad un essere solo a servizio dei miei figli. Non cambia di colpo, sono piccole conquiste che vanno di pari passo con quelle dei miei figli: imparano a mangiare da soli ed io riesco finalmente a mangiare come una cristiana, imparano a vestirsi da soli ed io riesco a lavarmi i denti e la faccia prima di uscire di casa ... imparano a giocare da soli ed io torno a leggere i miei amati libri...ma più di tutto e su questo sono sicura che sarete tutte d'accordo VANNO ALL'ASILO e senza troppe ipocrisie, io me ne libero per buona parte della giornata. Quel tanto che mi basta per poter apprezzare i loro disastri per il tempo rimanente...

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