Yes, darling. Life sucks

Momenti di disperato ottimismo

9.4.11

A woman in full

Pubblicato da SunOfYork |

Siccome anche quest'anno è arrivata la primavera col suo carico da novanta di scoramento, siccome aprile è il mese più crudele, siccome sto lavorando come una disgraziata, siccome anche questo mese ho  una sindome premestruale con un potenziale distruttivo superiore a Fukushima e soprattutto siccome la combinazione di tutti questi bei siccome mi avrebbe senza dubbio portato a commettere un qualcosa di penale nel giro di 24 ore, ho deciso che questa volta gestirò tutto in maniera diversa, motivata dal meraviglioso oroscopo che Brezsny ha inventato a tavolino per il Cancro questa settimana.
Allora ieri sera, dopo una bella dose di sollazzo con degli amici, mi sono chiusa in camera e ho fatto tutte quelle cose per cui normalmente non si ha il tempo: ho staccato il cellulare, messo i piedi a bagno, sacramentato perché prima  di metterli a bagno non avevo preso un asciugamani, ho sgocciolato (sempre sacramentando) sul parquet per prendere un asciugamani, li ho rimessi a bagno, nel frattempo mi sono spalmata sul corpo due dita di crema alle mandorle che se uno m'abbracciava facevo effetto anguilla, ho messo due cetrioli sugli occhi, li ho tolti ché non fa bene all'autostima sentirsi dementi, poi mi son data l'idratante sul viso e sorseggiando la camomilla previamente preparata e messa a portata di mano, ho tirato fuori i piedi, spalmati anche loro di ogni sorta di unguenti, poi mi son data l'olio di argan sulle punte dei capelli e li ho raccolti in una treccia, e così, unta come la mummia di Tutankhamon, mi son messa a letto  a quattro di mazze inzaccherando le lenzuola pulite.
Ho dormito 9 ore di fila di un sonno profondo e senza sogni agitati, convinta che mi sarei svegliata e sarei stata come minimo Charlize Theron (cioè, con tutto 'sto sbattimento, non volete che mi risvegliassi manco come Charlize Theron?), mi son svegliata, ho realizzato che non sono Charlize Theron ma che c'è una buona base di partenza per diventare Moira Orfei, e mi sono concessa una lunga colazione nel dehors del bar sotto casa con A man in full - no, non è un nomignolo lusinghiero che dò al mio uomo, sono davvero andata a far colazione portandomi dietro il libro di Thom Wolfe. Vi giuro che ero così rilassata che quando il cameriere è venuto al tavolo sui cui ero mollemente adagiata con un braccio penzoloni mentre con l'altra mano mi arrotolavo una ciocca di capelli (unti ancora di olio d'argan), ho biascicato l'ordinazione in un linguaggio che ricordava quello dell'eretico del Nome della rosa, lui mi ha guardato stranito, mi ha portato un caffè, e poi mi ha riposto  benevolo la domanda scandendola leggermente ("ora, cara, dimmi, di grazia, co-sa pren-di per co-la-zio-ne?)". E insomma, mentre leggevo e facevo colazione, anziché la solita musica tamarra del bar è partita Just like a woman di Dylan, e la temperatura del cappuccino di soia era perfetta, e il caldo si faceva sentire ma non ancora in modo soffocante, e poi è arrivato il conto, era salatissimo, e io non mi sono minimamente scomposta.
Ora vado a fare shopping, e poi se mi dice bene vedo A man in full, quello in carne ed ossa.

18 commenti:

farlocca farlocchissima ha detto...

prima di tutto grazie della segnalazione dell'oroscopo che serve tantissimo in questo momento come motore per il morale... noi cancri umorali, introversi (dicono) e fondamentalmente sonati, abbiamo molto bisogno di maschere, creme, olio per i capelli etc al fine di sentirci moira orfei ... è fondamentale.

in secundis, considervavo che, ad un certo momento, arriva una meravigliosa stagione della vita in cui la sindorme premestruale non esiste più e finalmente le maschere, le creme, l'olio per i capelli etc. ci servono solo a sentirci noi stesse, con molta molta soddisfazione :-) (sempre che non si sia commesso un qualche piccolo reato contro la persona nel fattempo)

Andrea ha detto...

riuscissi anche io ad essere così distaccato. il massimo che ho raggiunto io è stato il distacco da cinismo

Krapp ha detto...

Cosa stracappio è l'olio di Argan? Ricordati che sei di Bari, e non conta quanto distante andrai a vivere, l'unico olio che conta è quello extravergine d'oliva delle campagne di Bitonto :P

SunOfYork ha detto...

è un olio che si ottiene strizzando a freddo il famoso critico d'arte.
rinforza unghie e capelli ed è un ottimo idratante, privo di odore.
in compenso per tutto il resto uso l'olio di olive palesino
(orgoglio palesino a manetta)
ihihih
cmq tutto questo relax ci tengo a precisare che si è vanificato con la tua telefonata...

rossella ha detto...

ma dai sei del cancro?
anch'io!

strana coincidenza...

Paul ha detto...

Che priscio trovare nello stesso paragrafo Tom Wolfe, Charlize Theron, Bob Dylan e un cappuccino soleggiato! Dai, Sun, aprile non è così crudele!

takajiro ha detto...

di tutto il post..mi è rimasta in testa solo l'immagine di te che sacramentando esci dalla vasca (lo so, lo so che a bagno c'erano solo i piedi...) e ornata di soli sacramenti (vedi parentesi precedente) zompetti sul parquet.
è primavera pure per me...il carico da novanta io ce l'ho di ormoni!

Rhythm Changes ha detto...

il libro di Thom Wolfe

Tom, più banalmente. Man in Full non è male, ma come sono lontani i tempi non solo di The Electric Kool-Aid Acid Test ma anche di The Right Stuff.

SunOfYork ha detto...

oh bè grazie della correzione, dev'essermi scappata un'h in più.
per il resto, i tempi sono lontani sì. the electric kool-aid acid test è uno scritto del '68, a man in full arriva almeno 30 anni dopo. E grazie al cielo c'è stata un'evoluzione.

sun

Rhythm Changes ha detto...

E grazie al cielo c'è stata un'evoluzione.

Dicevo appunto che non vedo evoluzione.

SunOfYork ha detto...

bè sì poveretto, tom wolfe, davvero un incapace.
santo cielo, non so chi tu sia, ma hai una spocchia che la metà basta.

Rhythm Changes ha detto...

Solo perché non mi sono piaciuti "A Man in Full" e "The Bonfire of Vanities"? Accidenti. Fidandomi, ti ho creduta distruttiva, tossica, uterina, sarcastica e surreale, non una blogger pivella, insomma buon materiale per una discussione di libri.

Invece sembri essere di quelli che si sentono oascuramente minacciati se gli si parla male del libro letto, del disco ascoltato… Non solo Tom Wolfe, nemmeno l'internet è più quella di una volta.

Ciao

PS non so chi tu sia

Beh, neanch'io so chi tu sia. È un problema?

SunOfYork ha detto...

oddio no, non per quello, figurati. piuttosto per la velocità con cui hai liquidato uno dei più grandi scrittori dell'ultimo secolo, come se un commento lapidario fosse sufficiente a dir tutto.
dimmi come la pensi davvero su wolfe, e io ben volentieri ti dico la mia, ma ti prego, atteggiamenti da rigido censore a me fanno solo ridere.

P.S. "Beh, neanch'io so chi tu sia. È un problema?"
Al massimo una fortuna :)

Rhythm Changes ha detto...

Ho scritto che Tom Wolfe, dagli anni Settanta in poi, ha scritto libri via via meno interessanti e meno personali: da nessuna parte ho espresso una censura (censurare, io sconosciuto, nei commenti di un blog? Che cosa vai dicendo?). In compenso, che Wolfe sia uno dei più grandi scrittori dell'ultimo secolo, ecco questa sì che è una trombonata senza rimedio, e una, te lo assicuro, che lascerebbe a bocca aperta dallo stupore lo stesso Wolfe!

TW ha inventato praticamente single-handedly il new journalism con i libri che ho citato, con Radical Chic, con Painted World e con i molti reportage che non ha mai raccolto in volume. Gli sono tutti debitori quelli che vengono ascritti alla medesima scuola, da Joan Didion a Mailer a Kapucinsky. Quando poi ha voluto cimentarsi nella narrativa d'impianto tradizionale, ha sortito risultati buoni, ma irrimediabilmente convenzionali.

Aspetto ora di sentire da te (se ne avrai voglia, eh! Oltretutto, siamo in casa tua) in che modo Tom Wolfe sia uno dei grandi scrittori del Novecento. Ma forse dovrei prima sapere chi siano per te i grandi del Novecento.

SunOfYork ha detto...

Nessuno discute i meriti (enormi) di Wolfe come giornalista. E' che a fronte di quelli, almeno per me, ce ne sono altrettanti nella sua produzione letteraria. E' lì che traspone, con tutta la potenza e la chiarezza derivanti dall'esperienza giornalistica, le sue teorie sulla società americana,tirando fuori una satira più spietata dell'altra (la wall street degli anni 80, la gioventù americana di Io sono Charlotte Simmons, l'imprenditore in bancarotta).
Non so cosa intendi per "convenzionali". Io più che altro lo ritengo "classico", ma nel senso positivo, ossia nello stesso senso in cui per me sono "classici" McCarthy, DeLillo, Roth, Scott Fitzgerald. Cioè un qualcosa che ha contribuito con grande acume a tratteggiare un'immagine quasi archetipica della realtà americana agli occhi del lettore moderno.

Stefano ha detto...

La base di partenza per somigliare a Moira Orfei spero non siano i capelli. O sì?

s

SunOfYork ha detto...

no, peggio, la stazza :)

Online pharmacy reviews ha detto...

Aspetto ora di sentire da te (se ne avrai voglia, eh! Oltretutto, siamo in casa tua) in che modo Tom Wolfe sia uno dei grandi scrittori del Novecento. Ma forse dovrei prima sapere chi siano per te i grandi del Novecento.

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