Yes, darling. Life sucks

Momenti di disperato ottimismo

L'agognato raggiungimento di una qualche minima maturità mentale è arrivato oggi a braccetto con la necessità di abbandonare la pratica dello shopping compulsivo se voglio entrare in una casa nuova che rientri nel mio budget e la consapevolezza di aver accumulato negli anni una quantità di borse, scarpe, vestiti di ogni foggia e colore, libri e suppellettili tali da rendermi indispensabile una sorta di Playboy Mansion.
Ancora abituata alle enormi case del sud, quello di andarmi a stipare con le mie cose in un bilocale di 50 mq, e di farmi raccontare dall'agente immobiliare che quella è una metratura di tutto rispetto, è un martirio insostenibile, per tanti motivi: non butterò mai neanche uno solo dei miei vestiti, ho degli amici che non sono lillipuziani, io non sono Pozzetto in Ragazzo di campagna, se durante una lite dovessi tirare dei piatti, vorrei che il lancio avesse una gittata dignitosa prima di infrangersi contro la parete opposta, e una serie di altre ragioni importantissime e validissime che chiunque abbia cercato una casa sa.
Ora, detto questo, c'è una sola cosa che oggi mi ha reso sopportabile la visione dell'ennesimo bilocale "nuovissimo, luminosissimo, arredato benissimo" e chissà quanti altri "-issimi", e cioè Lui. 
Lui è il proprietario dell'intero palazzo (sette piani, 5 appartamenti a piano, per 700 euro ad appartamento, immaginate quanti soldi ha quest'uomo), ha un'età compresa tra i 38 e i 45, è altissimo, è single, ha i capelli e la barba rossicci, un sorriso perfetto, gli occhi screziati di migliaia di pagliuzze dorate e le mani grandi.
Mi ha accolta in un'aura dorata, fresco anche alle tre di pomeriggio con i quarantamila gradi di quest'infinita estate bolognese, con una mise alquanto improbabile che lo rendeva metà Corto Maltese e metà Hugh Hefner passando per Perez Hilton nei giorni migliori, questo va detto a onor del vero - completo da marinaretto blu con giacca a quattro bottoni dorati, sotto t-shirt a mezzemaniche a righe bianca e rossa, degli assurdi mocassini da barca a vela che avrebbero fatto venire una faccia perplessa anche a Lapo Elkann e fazzoletto rosso e blu legato al collo con un nodo alquanto vezzoso - però era un figo da paura, con una voce talmente dolce e rassicurante e uno charme da vecchio lupo di mare, che quasi quasi avrei preso quel loculo di appartamento e lo avrei chiamato un giorno sì e l'altro pure per lamentarmi di qualcosa, finché avrebbe capito che lo amavo alla follia, e m'avrebbe portato a vivere nella sua enorme magione in riva al mare, o a passare le notti d'inverno nel suo stupendo catamarano.
Perché, sappiatelo, nonostante il fazzoletto al collo e i bottoni dorati, è etero.
Ho le prove: avevo una maglietta un po' scollata e più volte l'ho beccato in flagranza di reato.

Subscribe