Yes, darling. Life sucks

Learning how to cope since 1982

Questa settimana, cari miei, vi propongo un esperimento antropologico con tutti i crismi, di quelli che lèvate Durkheim, Weber e pure Lévi-Strauss.
Prendiamo una donna e mettiamola con un uomo (il suo) con un senso dell'umorismo anni '80 e una passione per i giochi di parole, in un monolocale (quello di lui) a partire da un giovedì fino a un martedì mattina.
Inseriamo un elemento esterno x che rende uno dei due fisicamente indisposto (questo è un elemento fondamentale per la nostra analisi).
In questo monolocale piazziamo due computer portatili, una connessione wifi e un lcd samsung con sky. Va sottolineato che la donna in questione, a casa propria non possiede un televisore ma che ha sviluppato, grazie all'uomo, una dipendenza da un canale (Real Time) che propone programmi da femmina come Cortesie per gli ospiti, Ma come ti vesti, Wedding Planners (Enzo io ti amo), Cake boss. Per tacere della di lei ossessione per Sex and the City, riproposto ad libitum da Fox. L'uomo, al contrario, ha una monomania per i Simpson.
Riepiloghiamo: un uomo, una donna prona alle dipendenze, astinenza coatta, isolamento, sky a dosi massicce e una serie infinita di mot d'esprit stile Drive in.
Giorno 1: oh che bello siamo io e te insieme da soli in 30mq.
Giorno 2: oh che bello siamo io e te insieme da soli in 30 mq in pigiama a rincoglionirci con sky.
Giorno 3: oh che bello siamo io e te insieme da soli in 30 mq in pigiama a rincoglionirci con sky e a cucinarci robe salutiste.
Giorno 4: oh che bello siamo io e te insieme da soli in 30 mq in pigiama a rincoglionirci con sky e a cucinarci robe salutiste. (Ma non sarà il caso di lavorare un po' a questo fottuto dizionario di latino e riordinare compulsivamente la casa?)
Giorno 5:  oh che bello siamo io e te insieme da soli in 30 mq in pigiama a rincoglionirci con sky e a cucinarci robe salutiste dopo aver lavorato un po' e riordinato compulsivamente la casa. (Ma sarà normale che lui abbia preso a chiamare lei "vecchia stronza" mentre con la mano afferra oggetti contundenti dalle mensole e se li schiatta con violenza sulla fronte?)
Lei invece ha un tic all'occhio, si dondola autisticamente, minaccia  l'uomo di morte se  lui fa battute/tenta di cambiare canale/ balla in maniera imbarazzante/ respira, e nel frattempo continua a canticchiare canzoni stile la bambina dell'Esorcista.
Sarà mica vero uno dei proverbi dell'amato nonno canterino: "uccello in gabbia, non canta per amore ma per rabbia"?
Ad occhio e croce azzardo un Giorno 6:
oh che bello sono io DA SOLA in 30 mq in pigiama a rincoglionirmi solo ed esclusivamente con Real Time, senza dovermi sorbire battutine su quanto sono snob i tipi di Cortesie per gli ospiti o su quanto è volgare Samantha (Dio mio, Samantha va amata, stop) di Sex and the City.


Ma sono l'unica che ogni santa volta che riempie i campi email e password per effettuare un qualche login, e poi spunta la casella Ricordati di me, in testa canta Ricordati di me (questa sera che non hai da fare) e poi si mette a ridere da sola?

Sono solo le 9.54 e mi è capitato già un paio di volte sul sito del dizionario Garzanti.

Ovviamente l'increscioso episodio è seguito sempre dalla stessa doppietta: brivido lungo la schiena per l'untuosa viscidezza di Venditti e la constatazione di quanto sia diventata nerd.
Insomma, ci son voluti ventotto anni, ma ce l'ho fatta.
Festeggerò con una partita a Bubble.


Ma dico io, ci sono 14°C, piove da giorni, non posso andare a correre nè programmare weekend al mare perché il meteo.it da cattivo tempo ad libitum, mi si sta scolorendo l'abbronzatura dei pochi giorni in terra pugliese, le vacanze sembrano un orizzonte quanto mai labile, il quadro di Audrey Hepburn del salotto e la sua legittima proprietaria, un pilastro della mia esistenza negli ultimi 3 anni, sono andati via da Bologna per una città 600 km più a sud dove sicuramente ci sarà il sole, l'Italia ha pareggiato con quegli sfigati della Nuova Zelanda, dopo il pranzo di addio domenicale mi sono ritrovata da sola a mettere in ordine in una casa svuotata di gente e scatoloni e valigie con fuori un freddo bestia che mi ha infiammato nuovamente il trigemino, stanotte avevo i brividi per il freddo ma imbottita com'ero di antidolorifici non ho avuto la forza di alzarmi per prendere un plaid, stamattina mi sveglio con la tosse e con uno scazzo del lunedì che la metà basta, accendo il pc per lavorare, e mi vedo questo logo del cazzo di google che sentenzia garrulo "è arrivata l'estate".
Ma sticazzi, omino stronzetto di google. Mi prendi per il culo pure tu?

Amici, fratelli, complici e sodali, vi dico una cosa che non sospettate: chi vi scrive, non è Sunofyork, è Paris Hilton.
Perché, cari miei, dovete sapere che come dentro ogni uomo c'è una percentuale di McGyver, dentro ogni donna, c'è una percentuale più o meno elevata di Paris Hilton.
Nel mio caso, la percentuale di Paris Hilton è solitamente molto bassa: il trucco non mi dona, i tacchi non me li posso mettere sennò non solo annichilisco gli uomini psicologicamente, li azzero pure sul piano fisico, i capelli non tengono la piega, e sotto sotto ritengo che le donne vere si temprino col parto e null'altro.
Ci sono però quei momenti -come questi giorni qui- in cui sento che la mia vita sta cambiando, e mi dico che già che sta cambiando, tanto vale darle da subito un imprinting positivo. Parto quindi con dei piani quinquennali che manco Stalin (e altrettanto fallimentari), che cominciano con: taglio di capelli (l'attuale somiglianza con raffaella carrà è frutto di uno di questi momenti di genio), assunzione di 1.5 litri d'acqua in un giorno -rispetto ai normali 3 bicchieri scarsi-, maschera per il viso all'argilla, compressa al carotene per regalarmi un bel colorito bruno d'estate anziché le solite ustioni con conseguente aumento esponenziale di nevi melanocitici, organizzazione del weekend alla terme slovene, pianificazione della dieta del minestrone (inizio in data da decidere) scrub del corpo e infine lei: la sacra ceretta.
Perché, anche alla mia veneranda età, nonostante abbia imparato ad amarmi così come sono, capita ancora che mi senta la protagonista di quel capolavoro di canzone di Alessandro Canino intitolato "Brutta" (il primo nostalgico che va a sentirsela, vince un a cena con sunofyork pre-depilazione) anche se in effetti io manco a quell'età ce l'ho avuta la fortuna di essere "la più stretta della scuola" nè tantomeno "un'acciughina" (una balenottera, forse sì, ma un'acciughina, per l'amor del cielo). A 9 anni, in effetti, ero una giraffona col 39 di piede e pressoché con la stessa taglia e altezza di oggi, motivo per cui mia madre si ostinava a volermi impartire nozioni di educazione sessuale mentre io volevo solo giocare con Barbie. Nè è un caso che, il giorno della mia prima comunione, più di una persona mi avesse chiesto dove fosse andato a nascondersi lo sposo, e quando, qualche tempo fa, per scherzare, ho riprovato quel vestitino bianco di pizzo san gallo e ho scoperto che mi andava ancora, la domanda "dov'è lo sposo?" mio padre me l'ha fatta lo stesso (anche se stavolta ho apprezzato un po' di meno l'ironia della situazione). E quindi, quando capita di sentirmi brutta o insicura, o desiderosa di buttarmi tutto alle spalle e ricominciare diversamente, chiamo Lei, la magica Oriana. Comprensiva il giusto, capace di bacchettarmi se ho trascurato una pulizia del viso, senza innestarmi una serie infinita di sensi di colpa, presente ma mai invadente, e sopratuttto dotata di mani fatate.
Oggi infatti, ho passato buona parte del pomeriggio con Oriana. Mi ha aggiornato sul suo matrimonio, mi ha raccontato del suo fidanzamento decennale, e poi, tra uno strappo e l'altro, ha alzato il sopracciglio e ha scandito solenne:
"Hai visto qualcuno negli ultimi tempi."
Sdraiata sul tavolo di marmo della cucina a farmi martoriare e sottoposta alla corte marziale. Lei continua a squadrarmi tenendo in mano un lembo della striscia che di lì a poco avrebbe strappato. Io nego, cincischio, ridacchio nervosamente come una quindicenne.
"Signorinella, nella fretta hai usato la lametta almeno 3 volte negli ultimi 3 mesi, vuol dire che vedevi qualcuno, sennò avresti aspettato di rivedermi per farti la ceretta. Lo vedo chiaramente dalla situazione che ritrovo dall'ultima volta che ti ho visto".
Io, continuo a star muta.
"Guarda che il momento karmico di una relazione è quando riesci a sincronizzare il sesso con la ceretta. Non precipitare le cose, santo cielo, sei una bionda con cervello. Se ce la fai, la relazione è destinata a durare."
STRAP

Ma glielo spiegate voi, all' adorabile Oriana, che quando ti imbatti per un puro caso nell'uomo che avevi in testa già all'asilo, 'gna fai proprio a dirgli di ripassare tra qualche tempo, ché tu c'hai la ricrescita del pelo lenta e non vuoi precipitare le cose?

Subscribe