Yes, darling. Life sucks

Momenti di disperato ottimismo

29.10.13

Kramer contro Kramer

Pubblicato da SunOfYork |

Visto? Che avevo detto io? Oggi è un giorno no. Il sole se n'è andato, il mal di denti è restato, Agata non ha dormito e si è svegliata a intervalli di un'ora urlando. Non so se rendo l'idea di cosa può essere un risveglio ogni ora con una sirena spiegata nelle orecchie, comunque vi assicuro che è uno stress sufficiente per tre vite. La nottata era cominciata più o meno come al solito, cioè storta, con lei che si è addormentata alla tetta mentre io guardavo Kramer contro Kramer su Sky e già c'avevo l'empatia a mille per Meryl Streep che abbandona il figlioletto biondo (pure biondo, insomma, capite le analogie erano troppe perché non ci cascassi). Anzi, non ero solo genericamente empatica, proprio dentro di me sostenevo razionalmente il suo gesto con motivazioni lucidissime tipo, se io dopo tredici mesi di maternità sto così ai piedi di cristo, pensa quella poretta come doveva stare dopo 5-6 anni, ecc. ecc.  Per spiegare un po' meglio la situazione psicologica in cui versavo, dirò solo questo: avete presente quando Dustin Hoffman  dice al figlio (lo dice molto meglio di così, ma tra mezz'ora devo prendere La Pazza al nido e non c'ho tempo di cercare la citazione), no mamma non se n'è andata per colpa tua, è che io ho cercato di renderla una persona diversa da quella che è. Ecco, a quel punto lì, io stavo urlando no brutto stronzetto biondo, è colpa tua, TU le hai succhiato la vita a quella povera crista. Insomma, stavo compilando il manuale dei pensieri peggiori che una madre possa fare - un manuale di mille e mille pagine - e ancora non era successo niente (non aveva voluto mangiare, ok, ma questa è prassi), al che io e il papà della pazza, che ogni tanto ancora ci illudiamo di poter restare mezz'ora da soli a collassare sul divano, abbiamo la geniale idea: visto che dorme, mettiamola nel lettino! Bravi! Due geni. Comunque, mi alzo con lei in braccio, con delicatezza adatta a una principessa, a passettini minuscoli mi avvio verso la camera, l'appoggio nel lettino e - non facciamola lunga - tac! lei si sveglia urlando. Da allora è tutta un'escalation di delirio notturno: pianti, urla, rotolamenti vari, il papà spodestato nella cameretta che alle tre di notte si alza come uno zombie per venire ad assicurarsi che la pazza non urli perché la sto picchiando, ma perché semplicemente le girano e non vuole accettare che la notte si debba dormire, insomma mica la chiamo La Pazza senza motivo. Il tutto condito da una tosse gracchiante stile vecchio fumatore incallito che la sveglia (e mi sveglia), non appena si addormenta.  E quest'è quanto. 
Anzi no, stamattina al nido ho incrociato la mamma della bimba che fa l'inserimento con mia figlia che si lamentava perché Sua Figlia stanotte si è svegliata ben una volta per mangiare (un biberon da 200 ml di latte, una roba che mia figlia beve in tre giorni).
Vabè, ora è proprio tutto, vado a drogarmi di tachipirina che di questi tempi è il massimo di trasgressione che posso permettermi.


Pubblicato da SunOfYork |

Oggi sì, va bene. Oggi che Lei si è svegliata, si è fatta lavare e vestire senza troppi strepiti, l'ho portata al nido e sganciata come un pacco bomba senza guardarmi indietro, poi di corsa verso l'auto parcheggiata sul marciapiede e via chiavi, accensione, marcia ingranata e via lontana dai mattoncini rossi del Laura Alpi verso un minuscolo tempo spazio tutto mio in cui lavorare, farmi bella (leggi: rendermi umana), sistemare casa, spazio tempo che proprio oggi con la sfiga che mi ritrovo, è stato dedicato a farmi una panoramica dopo che un devastante mal di denti mi ha portato in due giorni due volte al pronto soccorso solo per farmi dire che, se sei una fricchettona che allatta ancora nonostante la figlia abbia tredici mesi, devi soffrire, ché il toradol non  è proprio proprio compatibile con l'allattamento. E poi riprenderla dal nido, sentire che è stata serena e si è divertita, e poi coccole, passeggiata in centro, e ritrovare la voglia di scrivere su questo blog dove ormai non passa più nessuno, e forse anche per quello. E insomma, oggi sì, va bene.
Ma è una giornata su sette, forse meno. Ok i bambini son bambini, ma non venite a dirmi sono tutti uguali. Ci sono quelli più facili e paciocconi, e quelli più difficili e irrequieti. Io ovviamente ho avuto la fortuna di una bambina che dire irrequieta e dir poco: magra come un chiodo e lunghissima, nervosa, non mangia, o, quel po' che mangia, lo fa col fare di chi elargisse un favore enorme a dei poveri cristi, e solo dopo una quantità di strepiti suoi (e nostri) tali da farle consumare tutte le (poche) calorie incamerate. Non dorme, se non nei momenti in cui non può dormire, tipo la mattina quando la devo portare al nido. E in quei pochi momenti, non vuole stare nel suo lettino ma nel lettone con me. Non esiste pisolino pomeridiano, da, fatemi pensare, da mai. L'unico pisolino che fa è in braccio a me o al povero cristo di suo padre. Odia i passeggini. Odia andare in macchina, quando tutti gli altri bambini si addormentano pacifici non appena sentono rumore di chiavi nel cruscotto. Odia le scarpine e le calze, che si strappa via dopo due secondi netti e la gente mi guarda come una mamm snaturata che porta in giro la figlia scalza a fine ottobre. Odia il ciuccio (rendiamoci conto, il ciuccio, cioè i genitori devono lottare per toglierlo, il fottuto ciuccio, e noi ancora a un anno e un mese speriamo che un giorno, a diciott'anni magari, lo prenda). Odia quando le dicono di fare ciao ciao, di dire mamma o papà a comando, anzi, di fare qualsiasi cosa a comando (diventa isterica, poretta, questo l'ha preso dalla mamma). Le piace: infilare i plasmon nelle prese elettriche, tirarsi addosso oggetti pesanti di qualsiasi tipo, mettersi in piedi vicino al water e pucciare il ciuccio nell'acqua dello scarico, aprire il rubinetto del bidet e bagnarsi di acqua gelida, strappare libri fuori catalogo della mamma e topolini da collezione del babbo, rigare il parquet con le chiavi di casa, gridare a squarciagola fino a farsi venire la tosse, infilarsi in bocca il mio spazzolino da denti, succhiare ogni singola energia della mamma e del papà, creare un firmamento di stelline plasmon sul pavimento o in alternativa sul muro, ingoiare pezzi di giornale.
Insomma, capirete che il tempo per scrivere su questo blog scarseggia. Ma prometto soprattutto a me stessa che lo troverò, foss'altro per venire qui a lamentarmi di non aver avuto uno di quei figli paciocconi che esistono e io lo so, perché li ho visti coi miei occhi al nido dove va mia figlia, e se non mi credete, vi do l'indirizzo e andateveli a vedere perché sono uno spettacolo.

PS Capirete che l'epoca dei titoli intelligenti, delle revisioni e delle cesellature dei post, delle citazioni musicali o letterarie è finita. Adesso è il momento della sopravvivenza, vediamo che posso fare.

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