Yes, darling. Life sucks

Momenti di disperato ottimismo

Ma voi ce l'avete l'LSD (Lo Spasimante Devoto)?
Non per fare la splendida (no, no, signora mia, per carità, lungi da me), però io ho ne ho uno molto valido da poco meno di un anno. Un anno in cui mi sono capitati sulla noce del capocollo un discreto numero di cambiamenti che hanno richiesto una discreta quantità di rospi ingoiati e un altrettanto discreto lasso di tempo trascorso ad ascoltare canzoni tristi languidamente stravaccata sul divano. E lui era sempre lì sul ring con me, a farmi da sparring partner (o da Uomo-Schermo, come lo definii mesi fa), discreto ma presente, pronto a fornirmi il giusto apporto di carezze all'ego mentre io gli restituivo i colpi che prendevo dall'esterno, ignorando i suoi messaggi, le telefonate, le email, le chiacchierate e quello sguardo, che è davvero una veranda sul suo mondo.
Ecco, lo conobbi che ancora avevo una relazione stabile, vidi subito che si era preso una sbandata, anzi, me lo palesò proprio verbalmente. Poco dopo la relazione stabile finì, e lui lo venne a sapere da terzi (infami). Quando ci rivedemmo le cose andarono più o meno così:
LSD (speranzoso): ho saputo che sei tornata single...
Soy: sì, ma guarda, ch..
LSD (sturm-und-drang mode on): no, Sun, fammi parlare, ti prego, non l'ho mai fatto nella mia vita ma con te sento che devo aprirmi. Io mai nella vita avrei immaginato di incontrare una persona così, con cui trovarmi subito a mio agio, capace di farmi ridere e comprendermi, una persona con cui sento di poter condividere tutto, ma proprio tutto, e che non mi fa temere di guardare avanti nel futuro, una persona che addirittura avrebbe interrotto una storia importante solo per darmi una chance e stare con m...
Soy: e infatti avresti fatto bene a non immaginarti una cosa del genere.
LSD: nooo ma che hai capito?? io mica intendevo...
(segue stridore di artigli sugli specchi e tonfo sonoro)

Bene, non ci sarà alcun finale in cui io e l'LSD ci baciamo su un ring mentre sotto scorrono le note di Sparring Partner di Paolo Conte.
E a questo punto mi odierete tutti, uomini e donne (gli uomini li capisco, le donne no, tanto nessuna lo avrebbe mai preso seriamente in considerazione).
Ma non importa l'odio, il post lo scrivo lo stesso, perché, amiche mie, vi voglio bene e voglio propormi come exemplum in negativo.
Quanti sono pronti a scommettere che l'LSD presto avrà una ragazza meravigliosa, e io un'ulcera perforata?

Tu, miserabile amica materna che mi hai regalato quell'orrida borsa nera e lucida di finta pelle effetto coccodrillo, piena di borchie e ganci e cerniere e taschine manco io fossi una tamarrissima sciampista fidanzata con un appassionato di Harley Davidson.
Tu, donna scriteriata, che hai sentito la necessità di riciclare un regalo che ti avevano fatto negli anni ottanta e propinarlo trent'anni dopo a me, che in quella sorta di medioevo ellenico della moda, che ha visto belle donne ridicolizzarsi con capigliature improponibili, fouseaux fluo, spalline grandi come quelle di giocatori di rugby e accessori osceni, sgambettavo allegra nel girello sputacchiando omogeneizzati a destra e a manca.
Tu, che sei stata il mio spauracchio personale già in quegli anni, quando mia madre ti chiamava perché sapevi fare le punture di penicillina e io correvo come una pazza per casa per non farmi acchiappare perché in realtà lo sapevamo tutti che avevi la delicatezza di un panzer quando facevi le iniezioni, non credi di avermi già inflitto un sufficiente dolore fisico? Perché senti anche il bisogno di straziarmi il cuore con questo regalo di dubbio gusto?
Tu, che appunto mi conosci da sempre, e che quindi sai che me ne frego delle marche, che nell'abbigliamento per me vige sempre e solo il "less is more" e che raramente uso borse che non siano capienti tracolle in cuoio, come t'è saltato in mente di rifilarmi quell'accozzaglia kitsch che, per quanto firmata, faccio fatica anche solo a definire borsa?
Tu, che comunque sei donna e sai quanto per le tue simili possa contare quel meraviglioso accessorio quando hanno bisogno di una copertina di linus e quanto sia spaesante andare in giro con una borsa che non si sente propria; tu che presumibilmente sai che le borse - e gli uomini- minuti ti fanno sembrare più grassa di quello che già sei, facendoti sobbalzare ogni volta che passi davanti a una vetrina, mi spieghi il perché di quella sottospecie di pochette in cui non posso infilare nemmeno un libro smilzo come le Lezioni americane, non parliamo di Guerra e Pace?
Tu, donna di scarsa lungimiranza, sei consapevole del fatto che riciclando quel regalo hai innescato una spirale karmica per cui tra 30 anni mia figlia riceverà da una sua lontana parente /amica di famiglia quello stesso obbrobrio e scriverà un post forse anche più deluso e snob del mio?
Non ti bastava traviare me, pure mia figlia?

P.S. le foto sono puramente esemplificative. Ho semplicemente preso quanto di più brutto fossi in grado di trovare in rete e appiccicato qui sul blog perché sono con Aristotele (proprio linea diretta Aristotele-Sunofyork) nel sostenere la funzione catartica della scrittura, per cui spero che qualcuno veda quegli orrori e non faccia l'errore di comprare borse di quel tipo, una specie di "Cura-Ludovico", terapia dell'aversione di burgessiana (e kubrickiana memoria) solo molto molto più efficace, trattandosi di un pubblico femminile...

Subscribe