Yes, darling. Life sucks

Momenti di disperato ottimismo

Domani è l'ultimo dell'anno.
L'ultimo dell'anno è un giorno scandito da cinque rituali precisi: l'ubriacatura molesta, la cagarella da cotechino, l'amputazione del pollice grazie alle stelle filanti, la lacerazione coi denti dell'intimo rosso e l'accoppiamento propiziatorio (ma poi, propiziatorio di che? una volta che uno si è accoppiato, che altro dovrebbe desiderare dalla vita, e non dite un Lucano che mi fate schifo).
Ovviamente i single per arrivare a mettere in atto l'ultimo di questi cinque rituali devono applicarsi con costanza almeno per tutti i due mesi che precedono l'ultimo dell'anno: sperare di raccattare un partner sessuale all'ultimo momento è da illusi, un po' perché i migliori vengono prenotati già dall'anno prima, un po' perché almeno a Capodanno alcuni vogliono un po' di sturm und drang, cioè non si accontentano di quella pur (a mio avviso) miracolosa combinazione di idraulica, termodinamica e meccanica che è il sesso, ma vogliono pure IL ROMANTICISMO. E come si ottiene un po' di romanticismo? Con la totale fusione con l'Altro. E come si ottiene la totale fusione con l'Altro? Con un po' di intimità. E l'intimità? A me lo chiedete. Idee?
Comunque.
Comunque per scopare romanticamente, bisogna fare quella cosa che si chiama Seduzione, ossia prendere due individui XX e XY, imbellettarli e profumarli, metterli seduti in un tavolino di Bari Vecchia con due bicchieri di vino rosso, piazzarci una candela in mezzo e farli interagire in qualche modo, ad esempio conversando brillantemente di qualcosa. Insomma la solita solfa trita e ritrita ma che di solito funziona.
Ora, girando a zonzo in internet, salta fuori che secondo uno studio della Nanyang Uniuversity of Singapore (cliccateci sopra, ritardati, se vi interessa l'articolo) non siamo i soli a doversi dare un aspetto dignitoso se vogliamo sperare di accoppiarci. Pure i maschi di scimmia, infatti, devono imbellettarsi se vogliono avere qualche chance di acchiappare: guarda caso, quanto più numerose sono le femmine, tanto meno i maschi si preoccupano della propria toilette e viceversa quando le femmine sono poche, i maschi si tirano a lucido, ricordandomi un certo individuo di mia conoscenza che mi narrò un giorno di farsi la doccia solo prima di incontri ad alta probabilità erotica. A parte il difficile rapporto con l'igiene personale di quest'ultimo, devo ammettere che tutti questi preparativi formali prima di un appuntamento sono una vera rottura e cbe personalmente sarei più incline a uscite del tipo hey mi piaci, che dici, ti presto il mio cellulare così magari avverti a casa che stasera non torni?.
Comunque devo dire che sapere che anche le scimmie devono sottoporsi alla tortura dei rituali seduttivi per convincere le femmine ad accoppiarsi con loro in un certo senso mi fa invocare il mal comune mezzo gaudio. Ma il passo più interessante dell'articolo in questione resta comunque il seguente:

Grooming in macaques involves using teeth and hands to pick through the fur to remove dirt, tangles and parasites. The activity often sexually excites the monkeys, especially the males, so many scientists suspect it evolved into foreplay in humans*.

Almeno sappiamo da dove deriva la concezione che certi uomini hanno dei preliminari.

(Tra i macachi i preparativi comprendono usare denti e mani per rimuovere dalla pelliccia lo sporco, i nodi e i parassiti. L'attività spesso eccita le scimmie, specialmente i maschi, motivo per cui molto scienziati credono questo comportamento possa essersi evoluto nei preliminari tra gli uomini)

Da generazioni la mia famiglia si fonda su un rigoroso razionalismo gobettiano. Nonni agnostici, genitori atei, zii anticlericali convinti, nipoti scomunicati. Ciò ovviamente non ci impedisce di scimmiottare le tradizioni cattoliche non appena ci si presenta l'occasione, per svariati motivi: il 90% della famiglia (dati alla mano) ritiene che il cenone faccia "famiglia vera", l'8% pensa che sia bene salvaguardare le tradizioni, anche le più paradossali, il 2% (l'alcolizzata di mia nonna e io) perché è l'unica situazione in cui si beve il Brunello di Montalcino anziché lo scarsissimo Tavernello.
Nella fattispecie, nei confronti del natale ci approcciamo con la stessa curiosità mista a stupore con cui Bronislaw Malinowski probabilmente si avvicinò alle tradizioni degli abitanti delle Trobriand, con un atteggiamento, insomma, di osservazione partecipante. Come dire: già che ci siamo, gozzovigliamo. Abbiamo il presepe ma il bambinello è nato settimane fa; facciamo il cenone, ma mangiamo sushi; a mezzanotte cantiamo "Tu scendi dalle stelle" ma ne improvvisiamo il testo perché siamo troppo ubriachi per ricordarcelo; mio nonno, prima di iniziare la cena, recita una preghiera ispirata alla tecnica del flusso di coscienza (o all'alcolismo più spinto, una dei due), in cui lui, superuomo nietszchiano, inizia col benedirci tutti e quasi sempre finisce con un'invettiva contro Berlusconi. Ordunque dicevamo. La preghiera.
Prima della preghiera, la zia rincoglionita novantenne si alza a sedere (cosa che ci stupisce enormemente, visto che sta sulla sedia a rotelle per tutto il resto dell'anno) e dice : "prima della preghiera voglio dire una cosa". Poi si volta verso di me e mi guarda.
Silenzio.
Silenzio.
Il silenzio inizia a diventare talmente lungo che sulla nuca mi spuntano muschi e licheni. Tanto meglio, saprò dov'è il nord quando cercherò di fuggire verso il polo, e qualcosa mi dice che questo avverrà presto, troppo presto.
"Allora, SunOfYork, questo fidanzato quando te lo sposi?"
Se fossi un'altra, le farei venire un ictus rispondendole "il 24 maggio 2019", tanto tirerà le cuoia prima (credo, anche se la longevità delle donne della mia famiglia è proverbiale).
Ma non sono un'altra e non me la sento di rischiare la figuraccia - il 2019 in effetti è piuttosto vicino - inoltre conosco a memoria le regole del gioco, per cui replico: "ma perché sempre a me? chiedetelo a lei!" e indico mia cugina di quattro anni.
La vecchia rinco punta l'indice verso il cielo e scaglia il suo anatema: "sicuramente si sbrigherà prima di te". Dopodiché ritorna a sbavare sulla sedia a rotelle.
In tutto questo cirque du soleil, mio padre (dando delle gomitate nelle costole a mia madre): "ma chi è quella?".
"come chi è quella, è nostra figlia".
Mio padre: "ah, quella che sta a bologna?" - "Sì" - "Dovrebbe smettere di leggere Gertrude Stein". Ovviamente mio padre non legge il mio blog, e non sa che non sono lesbica.
Se dovesse passare da queste parti, provo a metterlo per iscritto.
Sono etero, solo non ho (ancora) un marito.
Come dire, quaesivi sed non inveni, illum vocavi et non respondit mihi, solo in un'ottica vagamente differente.
Appurata la mia identità sessuale, l'onore della famigghia salvo è.

L'aspetto di certo più inquietante del Natale sono le email di auguri provenienti da persone di ambiente (para)lavorativo. Prendiamo l'email che ho ricevuto da un lucidissimo editore bolognese che chiamerò, per motivi che presto capirete, Editor Lapalisse:

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Da: Editor Lapalisse
A: SunOfYork
Oggetto: Auguri

Cara sig.rina SunOfYork, ci tenevo a farle i miei (rullo di tamburi) auguri.
Editor Lapalisse
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Ecco come avrei dovuto (voluto) rispondere.

Da: SunOfYork
A: Editor Lapalisse
Oggetto: Re: Auguri.

Ma va'?
SunOfYork
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Non stupiamoci, comunque, questo è un uomo che, durante il colloquio, è stato in grado di proferire le seguenti parole per "mettermi a mio agio".
Editore: Il mio nome è Cristiano. Chiamami...Cristiano.
Non sentite anche voi riecheggiare le note della canzone degli sconfitti di Pavia: «Hélas, Monsieur de La Palice/ il est mort devant Pavie / Hélas, s'il n'était pas mort / il serait encore en vie» (Ahimè, il Signor di La Palice è morto. / Morto dinanzi a Pavia; / ahimè, se non fosse morto / sarebbe ancora in vita)? Io le sento, forti e chiare.
Ma, credetemi, si può fare di meglio.
Ecco la mail ricevuta stamane dall'allegrone per cui scrivo recensioni letterarie.

Da: Allegrone
A: SunOfYork
Oggetto: Auguri.

Auguri.
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Allegria signori, allegria!!!
Coinvolta dal ritmo trascinante dell' email, avrei anche voluto rispondere ma l'emozione per simili parole mi ha stroncato. Ok, sicuramente in questo c'è un po' di deformazione professionale, nel senso che, se avessi tempo, mi piacerebbe fare l'editing anche delle mail che ricevo, certo è che quel PUNTO dopo "Auguri" sia nell'oggetto che nel corpo della mail, mi ha fatto venire un brivido lungo la schiena. Auguri punto? AUGURI PUNTO? ma che, mi vuoi portare sfiga?
Ecco come il mio inconscio ha interpretato la sua email.

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+ AUGURI. +

REQUIESCAT IN PACEM
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Auguri. Una prece.

Man:"I'm having spam, spam, spam, spam, spam, spam, baked beans, spam, spam, and spam!"
Cafe Worker:"Baked beans are off!"
Man: "Can I have spam instead?"

Sissignore, che mi si creda o meno, oggi è un buon giorno. Il mio sonno non è stato funestato dall'amplesso furioso e quotidiano dei russi del piano di sopra (ma sarà normale spaccare i piatti durante il sesso?), ho preparato il thè senza ustionarmi e ho fatto colazione in silenzio davanti al pc - attività che amo sopra ogni cosa - ricevendo solo email estremamente gradite e nemmeno una di spam. Non sono incazzata, cosa strana per una che si incazza anche solo per non aver vinto i soldi del lotto sebbene non abbia mai giocato al lotto, a Bologna non c'è un filo di nebbia, sui tetti rossi che vedo dalla mia finestra ci sono tre gatti e il sole è blu*, tra dieci minuti esatti uscirò per andare a prendere l'eurostar che mi porterà a casa per natale e lì rivedrò la persona con cui vado più d'accordo al mondo da 4 anni a questa parte, ossia la mia omonima cugina Sun of York jr. Che guarda caso ha 4 anni.
Sono pronta a scommettere che anche il treno sarà puntuale.

Azz, adesso mi sa che l'ho sparata grossa.
*ovviamente ero sotto l'effetto dell'LSD
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Breve aggiornamento delle h.19.00.
Sono arrivata con un'ora di ritardo. A Bologna un'orda barbarica si è fatta largo negli scompartimenti minacciando il capotreno con dei forconi all'urlo aux armes citoyennes. Il riscaldamento era rotto e a un certo punto verso Ancona sono spuntati i pinguini che non è che si stanno estinguendo, semplicemente stanno migrando verso zone più fredde dell'alaska, cioè le vetture di trenitalia. Per riscaldarci abbiamo dovuto riprodurre la scena della natività. Io - ovviamente - ho fatto la vergine maria.
Nani malefici e urlanti si sono impossessati dei corridoi con macchinine telecomandate e mostri di ogni genere, qualcuno aveva persino portato conigli e altri animali per rendere il viaggio più divertente. Il momento di spannung lo abbiamo avuto quando il coniglio è scappato dalla gabbietta, infilandosi sotto le crinoline inamidate di una vecchia milanese con la puzza sotto il naso. Pensando a quel povero coniglio, ho sogghignato diabolica.
In tutto ciò, l'ectoplasma seduto di fronte a me, mi ha lanciato occhiate languide per tutto il tempo, confermando la tesi secondo cui il mio target sono i camionisti, i seminaristi e i nerd. Ecco un mirabile escerto tratto dalla conversazione tra me e questo fulgido esponente della seconda categoria.

Nerd: ciao, sono Daniele, sei molto affascinante.
SoY (leggendo un libro con l'ipod nelle orecchie): ...
Nerd: sono rimasto incantato vedendo con quanta passione leggi. Sei anche una scrittrice?
SoY (grugnendo): no.
Nerd: "Ognuno sta solo" (il titolo del libro che leggevo) è un verso...eh...di Ungaretti?
SoY: QUA-SI-MO-DO.
Nerd (mortificato): ah, ma allora lo vedi che sei un'esperta di letteratura, che cosa fai nella vita? dai che ti ho sentita parlare prima al cellulare...
SoY: redattrice. casa. editrice. stop. basta. muori.
Nerd: uuuuuh aaaaaah ma braaaaaaaaava. TI VA DI ANALIZZARE CON ME DEI PASSI DELLA BIBBIA?
SoY: no grazie, sono l'anticristo.

Appena i camionisti scioperano, giuro che mi piazzo al casello della Salerno-Reggio Calabria e spopolo.

Lo ammetto, non sono mai stata particolarmente munifica.
Per questo motivo ieri, perché dopo il mio decesso non si dica di me che ero simpatica, ma avevo il braccino corto, ho fatto persino il regalo di natale al comune di Bologna: 50 (o' ppane) euro di multa offerti senza colpo ferire ai due controllori dell'atc saliti - guarda un po'- sul numero 25 (Natale) per Fossolo Due Madonne che d'ora in poi per me sarà sempre irrimediabilmente il numero venticinque per Fossa delle DUE Marianne, che poi, alla fine, potevano pure comprarseli due costumi da babbo natale con tutti i soldi che stanno racimolando in questo periodo.
Ad ogni modo, croce e delizia, anche quest'anno va di moda fare i regali. Io, nella fattispecie, devo farne 10 (e' Fasule) tondi tondi, e siccome anche quest'anno va di moda non avere soldi e non aver voglia di girare per negozi gremiti di clienti urlanti, credo che anche quest'anno farò andare di moda i regali fatti come al cacchio (rfcac).
Dicensi regali fatti come al cacchio, quei regali comprati in trance oracolare all'ora di pranzo del 24 (e'gguardie) col fiato sul collo dei parenti in arrivo per il cenone - di solito a base di vino e ubriacature moleste - e del tacchino che di certo si brucerà, e che di solito si scelgono all'interno dell'intramontabile stringa lcp(v), ossia libro calzini pantofole (vibratore? oddio, non ricordo più per cosa stava la v).
Comunque quest'anno, complice la sindrome dell'ikea (anche nota come sindrome di Bibbi Snurr) che mi affligge da mesi, ho un'idea in più: comprerò i regali e li fracasserò con violenza contro un muro, per poi costringere amici e parenti a ricostruirli pezzo per pezzo, ovviamente i pezzi saranno 90 ('a paura, giustamente). Cosa non si farebbe per gli amici.
Quanto a me, il mio maggior desiderio sarebbe ricevere uno sgabellino.
Da piccola ne avevo uno piccolo in vimini che mi trascinavo dietro per raggiungere i posti in cui non arrivavo da sola senza dover chiedere ai miei genitori di prendermi in braccio. Ho sempre odiato chiedere favori. A un certo punto questo sgabellino fu scagliato giù dalle scale da mio padre nell'unico raptus di follia della sua vita, cosa che ancora sta cercando di farsi perdonare.
Insomma, siccome elaboro benissimo i lutti, ne vorrei uno identico ma più grande per ospitare il mio fondoschiena e resistente per reggere il peso.
Non è ancora natale e ho già mangiato 4 ('o puorco) Kg di struffoli. Sono uno struffolo gigante.
Quintina.
Tombola.
'Fanculo, i soldi sempre agli altri. A me la rogna dei regali.

Camminare la domenica sera sotto i portici di via Broccaindosso può regalare inattese e meravigliose sorprese, come ad esempio non essere stuprata.
Ho scelto deliberatamente e in pieno delle mie facoltà di vivere in una zona degradata del centro storico. Motivo? Qui attorno, fino a poco tempo fa, viveva uno dei due uomini che ho sempre ritenuto irraggiungibili, ossia Samuele Bersani (l'altro è Paul A. Jarvis, ma no, cara la mia matricola dell'ateneo barese che hai digitato furtivamente il suo nome su google, questo è solo uno specchietto per allodole, non troverai informazioni riservate sul glaucopide Paul, per quello dovrai faticare molto di più, parola di una che ci ha impiegato degli anni - il bel britannico non ha nè un account msn, nè uno skype e nemmeno un myspace, hisspace, herspace, ourspace, visto paul, sono brava, ho imparato i pronomi possessivi!).
Comunque. Mi ha detto una spia del KGB che Samuele ha sloggiato da via Begatto per comprar casa a Trastevere: il degrado, da quando ero giunta io nel vicinato, si era fatto insostebibile. Pazienza, quel giorno in feltrinelli lo avevo intuito che non mi voleva, sospetto di cui poi avevo avuto conferma qualche mese dopo, quando, passeggiando in pigiama e ubriaca sotto il suo portico, lo incrociai e urlai "Samuele Grignani, sposami!", al che lui rispose con uno sguardo triste di cui non ho mai capito il perché. Insomma, non mi ha voluto.
Il luminoso corso di Paul Jarvis ha incrociato la mia esistenza diversi anni fa, quando, pudica ventenne (sì, è vero, ho proprio detto "pudica"), mi iscrissi insieme ad altre 30 femmine allupate e qualche gay ai suoi corsi di inglese advanced level. 3 anni a fingere di non sapere una cippa pur di essere bocciati sebbene parlassimo ormai meglio di Camilla Parker Bowles, e lui niente! Per farla breve, nemmeno lui mi ha voluto, a lui la mala pasqua.
Comunque non essere notata non è la cosa peggiore che possa succedere a una donna. Ci sono molte cose più spiacevoli: essere notata (pure troppo) durante un PAP Test, ad esempio. Che poi il test in sè potrebbe anche piacere a qualcuna, il problema è che mettere le gambe dietro alle orecchie non è proprio facile e se non sei una campionessa olimpica di PAP Test, dallo studio del ginecoloco esci poco poco con un'anca lussata e con l'agghiacciante impressione che nessun uomo potrà mai conoscerti come lui. Altra esperienza estremamente sgradevole.
Ma mai quanto parlare con gli operatori dei callcenter dei gestori telefonici, ore e ore a constatare l'incomunicabilità tra esseri umani, tutto per farsi attivare le chiamate gratuite verso un numero prescelto. Più sadici di loro secondo me sono solo gli addetti al recupero crediti e gli impiegati delle biglietterie trenitalia, che sembrano godere di treni che si smarriscono nelle nebbie padane, ritardi, cancellazioni.
Che poi, tutte queste cose spiacevoli le fanno gli accoppiati. Il PAP Test lo fa chi fa sesso, i minuti verso un numero prescelto, idem, il pendolarismo del weekend, vabbè, che ve lo dico a fare.
Tiriamo le somme e buon natale.



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